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Addio medici: entro il 2016 8mila camici bianchi lasceranno l'Ssn

Sanità pubblica

E' questo infatti l'effetto della norma inserita nel testo di riforma della Pa - in discussione alla Camera - che permette alle amministrazioni di pensionare d'ufficio tutti i dipendenti che hanno raggiunto il massimo dei contributi previdenziali (42 anni e 6 mesi), e che abbiano - per quanto riguarda i medici - un'età anagrafica di almeno 65 anni. E' quanto emerge da un'analisi condotta per l'Adnkronos Salute dall'Anaao Assomed. "In base al conto annuale dello Stato 2012 - spiega il principale sindacato della dirigenza medica - i medici dipendenti del Ssn con un'età superiore a 65 anni erano 1.300, quelli con età tra 60 e 64 anni erano 13.000. Si può quindi ragionevolmente prospettare che nell'arco di tre anni (dal 2014 al 2016) la platea interessata sarà di circa 7.000-8.000 unità".

 E il futuro non sembra promettere nulla di buono. Secondo una recente indagine dell'Anaao giovani - che ha analizzato i dati forniti dalla Federazione degli Ordini dei medici, dall'Enpam, del ministero dell'Istruzione e dalla Ragioneria generale dello Stato sulle curve di pensionamento, fabbisogni specialistici e numero chiuso per l'accesso alle scuole di medicina e chirurgia - tra pensionamenti e numero sempre più esiguo di specializzandi, tra 10 anni mancheranno all'appello oltre 15.

000 medici specialisti nel Ssn.
Il problema è costituito soprattutto dal percorso formativo che rende sempre più difficile il ricambio fra nuove e vecchie generazioni. Secondo l'indagine, l'unica via d'uscita è mettere mano ad una nuova programmazione sanitaria puntando su due priorità: l'imbuto formativo, risultato dallo scarto tra numero chiuso per l'accesso alle scuole di medicina e chirurgia e l'offerta formativa post-laurea, e il precariato medico, generato sia dal blocco del turnover che da riforme pensionistiche sempre in itinere che rinviano l'uscita dal sistema.

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 "La staffetta generazionale - sottolinea il segretario nazionale dell'Anaao Assomed Costantino Troise - non può essere un annuncio enfatico in cui certe ed obbligate sono le uscite ma non le entrate, con il rischio di diminuire il numero dei medici senza alcuna contropartita in termini occupazionali per i giovani o di stabilizzazione di un precariato di lungo corso. Favorire l'occupazione giovanile in sanità vuol dire sbloccare il turnover, ma soprattutto anticipare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro creando un cortocircuito tra sistema formativo e sistema assistenziale. Senza dimenticare la fine dell'abuso di contratti atipici".
Favorire il ricambio generazionale è anche il mantra dei giovani camici bianchi dell'associazione, che chiedono precise modifiche di sistema. Tra queste: "Stabilire entro ottobre 2014, all'interno del Patto della salute, le modalità di ingresso nel Ssn dei neolaureati che non entrano nel concorso di specialità, come già avviene in Europa; mantenere il numero chiuso e calibrato sulle uscite dal sistema; stabilizzare immediatamente i precari già presenti in graduatorie utili per essere assunti".
Per Anaao giovani, infine, la riduzione degli anni delle Scuole di specialità dal 2015 dovrà "favorire il precoce ingresso nel mondo del lavoro, senza che gli ordinamenti didattici subiscano brusche revisioni.

 

fonte: anaao, adn

Sanità pubblica
Commenti
RM
Roberto Dino Marchese
Perchè non si parla anche del pensionamento dei medici convenzionati (medici di famiglia e specialoisti convenzionati?) -- Perchè non devono andare in pensione anche loro a 65 anni per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro di altri medici??? Perchè i medici di famiglia debbono poter andare in pensione ancora a 70 anni????
Rispondi
09/08/2014 14:23
SB
Simone Marcello Bonsignore
Come spesso accade in Italia si può andare in pensione a 70 a. (primari univeristari),dopo una legislatura (parlamentari) dopo 35 a. di contribuzione (carabinieri e forze armate)dopo 18 a di contribuzione (giornalisti parlamentari)dopo pochissimi anni (alte sfere dei sindacati) etcc...ovvero invece del buon senso le norme si applicano per lobby!Smontare il sistema è comunque impossibile.
Rispondi
07/08/2014 15:29
AC
Adolfo Ciavarella
PERCHE' IL PENSIONAMENTO D'UFFICIO NON RIGUARDA I PRIMARI UNIVERSITARI ???? QUESTI POSSONO RESTARE FINO A 70 ANNI INDIPENDENTEMENTE DAGLI ANNI DI CONTRIBUZIONE DAGLI ANNI DI LAVORO EFFETTIVO SVOLTO E DAL PARERE DEL DIRETTORE GENERALE. E' UNA VERA INGIUSTIZIA CHE SI PERPETUA GRAZIE ALLE LOBBY UNIVERSITARIE E MASSONICHE CHE POSSONO FARE QUELLO CHE VOGLIONO. SI FACCIA LA PROPOSTA DI MANDARE TUTTI IN PENSIONE A 67 ANNI (OSPEDALIERI E UNIVERSITARI) E SBLOCCARE IL TURN-OVER ALMENO PARZIALE : OGNI 2 MEDICI PENSIONATI D'UFFICIO VIENE ASSUNTO 1 A TEMPO INDETERMINATO. Dr. Adolfo Ciavarella ___________________________________ Direttore dell'Unità Operativa di Diabetologia Policlinico S. Orsola Malpighi Azienda Ospedaliero-Universitaria via Massarenti, 9- 40138 Bologna Italy Tel 051 6363634 Fax 051 6363864 e-mail adolfo.ciavarella@aosp.bo.it ___________________________________________
Rispondi
07/08/2014 10:38
FA
Fiorello Giulio Ariola
Preg.mo Segretario Nazionale Anaao si è mai chiesto qual'è stata la vostra politica nazionale ed in particolare regionale? Sono un ex Ospedaliero dell'ASL NA 1 (Loreto Mare) in pensione da quattro anni, si è mai chiesto perché in Campania ed in particolare a Napoli non si muove una foglia da tantissimi anni? molti Ospedali sopravvivono grazie a turni massacranti di Specialisti ambulatoriali ed il caro presidente dell' ordine dr.Zuccarelli che fa? Lui è un ex ANAAO che ha ottenuto la sua poltrona e se ne frega. Non vado oltre ma se Lei ha il potere apra un'inchiesta su quella Segreteria Provinciale sempre politiccizzata. In attesa di suo commento distinti saluti e non allarmi. Dr. Ariola
Rispondi
07/08/2014 09:50

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