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Per tutti i medici dal prossimo anno 350 euro in più

Previdenza Pantaleo Ametrano | 13/07/2015 18:20

Non è stato facile, ma alla fine si è trovato l’accordo con i vertici Enpam.

Ancora prima dei tanto auspicati rinnovi contrattuali, il cui blocco è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale, i primi soldi veri per il 2016 arrivano dalla riduzione del contributo obbligatorio dovuto all’Enpam da tutti i medici ed odontoiatri per il solo fatto di essere iscritti all’Albo.

Un contributo da sempre mal digerito specialmente dai medici dipendenti ospedalieri, i quali (probabilmente non a torto) lo considerano una ingiustificata duplicazione del contributo obbligatorio versato dall’ospedale (più esattamente dalla Regione di appartenenza) all’ex Inpdap (oggi Gestione Lavoratori Dipendenti dell’Inps) per costituire la loro pensione principale.

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In realtà anche questo contributo serve per costituire una pensione, ma è un trattamento di cui gli ospedalieri ignorano spesso l’esistenza, e del quale farebbero volentieri a meno: si tratta della pensione della “Quota A” del Fondo di previdenza generale dell’Enpam, una gestione in difficoltà, passata di recente al sistema di calcolo contributivo.

Di qui la luminosa idea dei sindacati degli ospedalieri: prima ancora di andare ai rinnovi contrattuali, cercare di far rientrare qualcosa nelle tasche dei lavoratori con una riduzione delle voci di spesa. Non è stato facile, ma alla fine si è trovato l’accordo con i vertici Enpam. Certo la pensione di “Quota A”, oggi pari in media a circa 300 euro lordi mensili, si ridurrà di circa tre euro lordi mensili per ogni anno di contribuzione dal 2016 in poi, ma ciascun medico si rimetterà in tasca subito circa trenta euro lordi al mese, in attesa dei nuovi contratti. Meglio un uovo oggi, che la gallina domani!!

E le sorprese non finiscono qui: una parte dei 1.075 euro che dovranno comunque essere versate dagli iscritti (massimo il 15%) saranno dalla Fondazione destinate a finalità di assistenza strategica o di welfare integrato, secondo quanto previsto nel progetto denominato Quadrifoglio. In sostanza, una parte di quella cifra servirà a pagare coperture assicurative ed altri benefit spesso sinora a carico dell’iscritto, realizzando a suo vantaggio un ulteriore risparmio.

In sostanza, con le risorse rese disponibili dalla riforma della Quota A, l’Ente ha in mente di istituire un Fondo Sanitario Integrativo, che dovrebbe coprire buona parte delle spese mediche non a carico del Servizio sanitario nazionale, e che sostituirebbe la polizza sanitaria facoltativa attualmente in essere. Verrebbero inoltre agevolate forme di previdenza complementare (l’Enpam è tra i soggetti istitutivi di FondoSanità), e si pensa anche di offrire il modulo base di un’assicurazione contro i rischi professionali, sempre più avvertita come necessaria dal mondo medico, a prescindere dalla sua obbligatorietà ex lege.

Tutto troppo bello per essere vero? In realtà l’obiettivo è molto vicino: in questo momento si sta procedendo alla riscrittura dei regolamenti dei Fondi di Previdenza, richiesta dai ministeri vigilanti dopo la recente riforma dello Statuto, e nel corpo delle norme sarà prevista anche la riduzione del contributo e la destinazione di una sua parte a finalità di assistenza strategica. Occorrerà poi l’approvazione dei ministeri, prevista per la fine dell’anno, in tempo perché i ruoli contributivi possano tener conto della novità. Subito dopo partiranno anche i nuovi istituti, finanziati dalla riforma.

Agli iscritti non è richiesto nulla: se tutto andrà come previsto lo sconto sarà direttamente riportato sulle cartelle di pagamento del prossimo anno, ovvero, nel caso di domiciliazione bancaria, si tradurrà in un versamento di entità sensibilmente minore.

“Contenuto a carattere medico o sanitario proveniente da una esperienza personale dell’utente”

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