Sanità, la medicina telematica rappresenta sempre più la nuova frontiera dell’assistenza e della burocrazia. Ecco i prossimi passi

Silvio Campione | 02/02/2012 15:39

Il processo è stato avviato e ormai sarà difficile scardinarlo o se non altro contenerlo. Il futuro della sanità italiana e della medicina sarà all’insegna della telematica secondo una tabella di marcia scandita dai certificati online e dalle ricette elettroniche. I primi due step sono stati digeriti dalla quasi totalità dei camici bianchi, ma adesso vediamo che cosa ci aspetta nei prossimi mesi. La partita si gioca tutta sul taglio agli sprechi che dovrà avvenire attraverso l’uso di tecnologie anziché su aumenti di addizionale Irpef e reintroduzione dei ticket.

 Lo studio del Politecnico di Milano condotto dall’Osservatorio permanente sull’innovazione nella Sanità (Ict) a suon di cifre conferma che il futuro prossimo è targato elettronica. Già, perché l’unico modo  per intaccare la spesa pubblica sanitaria (100 miliardi, il 7% del Pil nel 2011) è di sfruttare potenzialità che permetterebbero di risparmiare oltre 5 miliardi: telemedicina, fatturazione elettronica e ricetta elettronica. Secondo i calcoli di Mariano Corso, responsabile dell’Osservatorio, la telemedicina potrebbe evitare spese per 3 miliardi perché sposterebbe i costi dell’assistenza dall’ospedale dove una giornata di degenza costa mediamente 500 euro al territorio. Esperimenti sono stati già avviati, come vedremo inseguito. Ma poi ci sono le cure domiciliari, che si aggirano attorno ai 50-70 euro. Nel 2010 le giornate di ricovero ospedaliero sono state 75 milioni e basterebbe una riduzione del 10% (la riduzione possibile per gli anziani è addirittura del 50%) per ottenere risultati sensibili sul piano del contenimento economico.

Spesa farmaceutica

Secondo capitolo, la farmaceutica che costa circa 11 miliardi per quanto riguarda le specialità rimborsate dal servizio pubblico. La fatturazione elettronica permetterebbe di tagliare spese amministrative pari allo 0,23%, dunque circa 25 milioni. Oltre ai vantaggi sulla fluidità del sistema. Infine la ricetta elettronica, già sperimentata in molte Regioni italiane, come ben sanno i nostri iscritti.  Tra i vantaggi, secondo i tecnici del ministero dell’Innovazione, la riduzione di costi amministrativi e quelli indiretti legati a un controllo più difficile dell’appropriatezza, l’eliminazione di frodi e burocrazia. La stima del Politecnico è un risparmio di 2 miliardi “L’innovazione tecnologica – commenta Corso – è una strada indispensabile per garantire la sostenibilità e la crescita di un sistema sanitario che pur con le sue contraddizioni resta uno dei punti di forza del Paese”. Un capitolo di bilancio che oltretutto è destinato a prendere più spazio a causa soprattutto dell’aumento dell’età degli italiani. Siamo il Paese più longevo d’Europa con la maggior percentuale di ultraottantenni che dall’attuale 5,5% arriverà secondo Eurostat al 14,9% nel 2060 contro il 9% della Gran Bretagna.

Telemedicina satellitare

Ambulanze, assistenza domiciliare, pratiche amministrative, fino alla ricerca: sono questi gli ambiti nei quali e' stato sperimentato in 11 regioni il sistema italiano di medicina satellitare Telesal. Coordinato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che lo ha finanziato con circa 12 milioni in quattro anni, il progetto e' stato realizzato in collaborazione con un gruppo di piccole e medie imprese guidato dalla Kell. ''L'obiettivo e' definire e sviluppare un modello operativo che metta la telemedicina via satellite a disposizione della sanita' pubblica'', spiega il responsabile del progetto per l'Asi, Alberto Canciani. Oltre ad una piccola flotta di cinque ambulanze in grado di organizzare l'assistenza via satellite in contatto costante con il servizio per le emergenze 118, nell'ambito del progetto sono stati messi a punto terminali per la telemedicina che possono essere utilizzati a bordo di navi e aerei; moduli analoghi sono anche stati inoltre sperimentati a bordo di veicoli mobili per analisi a tappeto sulla popolazione. Nei primi sette mesi di sperimentazione   150 pazienti in emergenza sono stati seguiti e diagnosticati via satellite. Quattro le macro aree sanitarie di applicazione del progetto: ambulatori mobili per campagne di screening, supporto agli interventi della medicina d'emergenza, aiuto ai medici di bordo e ai servizi aeronautici. "Grazie alla collaborazione delle Regioni, Basilicata e Molise - ha affermato Cesare Aragno, capo progetto Telesal - che hanno messo a disposizione le ambulanze, abbiamo monitorato via satellite 150 interventi in 7 mesi. Ma non solo: a Napoli sono stati effettuati oltre 400 esami di screening mammografico. E i referti sono stati spediti in tempo reale via satellite per la diagnosi al policlinico partenopeo Federico II". Utilizzando la telemedicina - ha spiegato Aragno - le donne napoletane, dopo aver fatto l'esame sul mezzo, dopo mezz'ora potevano ottenere i risultati arrivati via satellite dall'ospedale. In questo modo abbattiamo i ritardi e le attese per il ritiro in ospedale. Inoltre - sottolinea l'esperto - i referti acquisiti digitalmente possono essere spediti a più policlinici di riferimento per eventuali consulti con altri specialisti". La novità è stata la realizzazione di un sistema aperto che si poggia su una infrastruttura di telecomunicazione, principalmente satellitare, ed alcune applicazioni necessarie per smaterializzare i processi amministrativi e connettere funzionalmente utenti e centri di servizio del sistema sanitario. Il sistema consente in sintesi l’analisi e la comunicazione a distanza di dati clinici rendendo disponibili in remoto, grazie all’uso del satellite, le competenze professionali, gli strumenti di diagnosi e gli altri mezzi necessari alla realizzazione di modelli di servizio Ict a supporto della pratica medica.

Nota della società di telemedicina sulla privacy

La Sit Società italiana di telemedicina e sanità elettronica, rende noto che in data 31 gennaio 2012 ha provveduto ad inviare al Garante per la protezione dei dati personali le proprie osservazioni in merito alla consultazione pubblica avviata dall'Autorità relativamente a: "Autorizzazione al trattamento dei dati donei a rivelare lo stato di salute per studi osservazionali retrospettivi". Nel documento, elaborato dal Gruppo di studio “Sicurezza e privacy” della Sit coordinato da Chiara Rabbito ed alla cui redazione ha collaborato anche il CIRSFID dell'Università “Alma mater studiorum” di Bologna, è rimarcato il fatto che occorra garantire le massime tutele possibili quando si trattano dati delicatissimi inerenti lo stato di salute degli assistiti. A tal riguardo la Società italiana di telemedicina e sanità elettronica ricorda agli operatori sanitari, così come ai cittadini, che se anche il Ddl semplificazioni abbia abolito l'obbligo della redazione del DPS, provvedimento apparentemente in controtendenza alla direzione in cui sta andando invece la normativa europea, le misure di sicurezza, così come tutte le sanzioni amministrative e penali previste dal D.lgs. 196/2003 e successive modificazioni ed integrazioni, restano comunque valide. La sicurezza dei dati sanitari e sensibili trasmessi per via telematica e la tutela della privacy dei pazienti, restano per Sit principi imprescindibili nello sviluppo armonico e sostenibile dell'e-health anche nel nostro paese, in quanto tesi a preservare la dignità e le libertà fondamentali degli individui.

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