Tubercolosi, torna l’allarme: identificati livelli farmaco-resistenti

Redazione DottNet | 02/02/2012 21:27

Era solo un ricordo, drammatico, dei nostri nonni. E invece oggi la tubercolosi si è riaffacciata sugli scenari delle grandi epidemie dopo decenni di oblio, tanto che nelle scuole non si effettuava più il test di Mantoux. Con l'intensificarsi dei flussi migratori, dunque, la tbc è tornata alla ribalta: molte segnalazioni arrivano da diverse parti d’Italia e ad esserne coinvolti sono anche gli ambulatori dei medici di base che rappresentano una sorta di prima linea (a quanti di voi è successo di avere a che fare con la tbc?).

Uno studio reso noto dall'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha evidenziato, tra l’altro, nuovi livelli record di tubercolosi farmaco-resistente. Casi di tubercolsi multi-farmaco resistente Mdr-Tb (multidrug resistant) sono stati segnalati da 80 paesi per il periodo 2007-2010, a volte in quasi il 30% di tutti i nuovi casi diagnosticati, afferma un articolo pubblicato sull'ultimo Bollettino dell'Oms. Alti tassi di resistenza ai farmaci sono stati riportati in Bielorussia, Estonia, Federazione Russa e Tagikistan, con punte di casi di Mdr-tb in oltre il 65% dei pazienti precedentemente trattati per la Tbc. Inoltre - ha precisato - 77 paesi hanno segnalato casi di Xdr-Tb (extensively drug-resistant) una forma di malattia resistente anche ai farmaci di seconda linea. ''Dopo 15 anni di intensi sforzi, abbiamo dati di alta qualità per due terzi dei paesi del mondo'', ha spiegato Matteo Zignol, del Dipartimento Stop TB presso l'Oms. Tuttavia - ha aggiunto - ''non sappiamo l'entità del problema, perché ci mancano dati provenienti da molti paesi, in particolare India e maggior parte dell'Africa''. La sorveglianza della resistenza ai farmaci è un elemento chiave delle misure di contrasto. Insieme ad un trattamento adeguato. ''Ci sono esempi di controllo in alcuni Paesi industrializzati come gli Stati Uniti, ma anche nei Paesi baltici dove c'era un grosso problema'', ha spiegato Zignol. ''Il numero di pazienti diagnosticati e trattato per la forma Mdr-Tb è in aumento in tutto il mondo, ma rimane ancora molto da fare. Nel 2010, solo al 16% della persone colpite da Mdr-Tb era somministrato un trattamento appropriato'', ha detto l'esperto. Una cattiva gestione del trattamento della tubercolosi - con un uso scorretto dei farmaci ad esempio - è la principale causa di multifarmaco resistenza.

 

La risposta delle case farmaceutiche

 

Perché corriamo questo rischio? La risposta è semplice: perché investire nella ricerca sugli antibiotici non è conveniente per le grandi aziende farmaceutiche. L’individuazione di un vaccino o di un antibiotico per infezioni “comuni”. Il prezzo spesso basso di una confezioni di antibiotici ed i ridotti tempi di assunzione fanno di questi farmaci un prodotto non conveniente per la case farmaceutiche a fronte di investimenti di decine di milioni di euro e in media dieci anni di tempo tra ricerca e sperimentazione. In una stima del New York Times del 2010 delle 13 maggiori case farmaceutiche del mondo solo 5 possedevano un laboratorio destinato alla ricerca di nuovi antibiotici. La rivista The Lancet annunciava nell’estate 2010 la scoperta del gene Ndm-1, proveniente dal sud est asiatico, che si diffondeva tra i batteri provocandone mutazioni e resistenza agli antibiotici noti. Un pericolo per l’umanità, che rischia per interessi economici di ritrovarsi sprovvista di cure efficaci e di tornare a morire per infezioni oggi considerate banali.

Dossier sulla Tbc in PIemonte

 Intanto un dossier sulla Tbc è stato predisposto su richiesta di Guariniello dalle autorità sanitarie. Vi sono raccolti i 201 casi di persone colpite da tubercolosi che nel 2011 si sono presentati a presidi ospedalieri della città e della provincia per farsi curare. Vi sono anche quelli degli studenti della Facoltà di Medicina, di cui tanto si è parlato in questi ultimi mesi e settimane, di dieci badanti di anziani e di una baby sitter. Tutte straniere - 6 su 10 sono romene - e per quest’aspetto il dossier riveste un carattere di novità e di delicatezza. “Non vorrei che si riducesse a un caso di discriminazione verso gli stranieri» si preoccupa Guariniello che ha colto il profilo della tutela sanitaria di queste lavoratrici e delle persone anziane, spesso colpite da patologie, in qualche caso immunodepresse e con cui le rispettive badanti vivono a stretto contatto. La condizione più favorevole per la trasmissione per via aerea del «mycobacterium tuberculosis”.

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