Snami, è il medico che deve prescrivere il farmaco. Risponde in un’intervista esclusiva il presidente di Assogenerici Claudio Foresti

Silvio Campione | 06/02/2012 22:38

La normativa sui farmaci generici continua a preoccupare medici e sindacati. Angelo Testa, leader del Sindacato Autonomo, non ha dubbi: “L'indicazione che diamo ai nostri iscritti è quella di riappropriarci dell'atto medico della prescrizione dei farmaci risolvendo tutte quelle storture del sistema che come sindacato avevamo segnalato puntualmente”. “L'opportunità che abbiamo come classe medica – aggiunge Testa - è quella di rinforzare il percorso che deve essere sempre il medico a decidere nel dovere etico di anteporre a tutto la salute del malato e che la sua prescrizione non deve essere manipolata o modificata da nessuno. La dicitura ''non sostituibile'' andrebbe usata nella ricetta sia che si tratti di un farmaco di marca che di un equivalente generico. Quindi il medico deve garantire agli assistiti le cure più efficaci e sicure, tutelando gli assistiti e se stesso, da possibili sostituzioni di farmaci che non garantiscano effettiva bioequivalenza e qualità”.

 Già nei giorni scorsi lo Snami aveva evidenziato il fatto che l'unica motivazione del decreto era il "minor prezzo" e della responsabilità del medico personale e morale verso i pazienti per gli eventuali effetti collaterali derivanti dagli eccipienti e da una diversa formulazione di un farmaco equivalente  rispetto all'originale. “Purtroppo avevamo ragione che il sistema aveva troppe falle e zone d'ombra - conclude Testa -. Ci arrivano segnalazioni quotidiane da tutta Italia da parte di Medici di Medicina Generale come parecchie farmacie siano sprovviste di farmaci generici che noi indichiamo come “non sostituibili” perché per quel paziente ci sia una continuità della stessa terapia anche se equivalente generica. Allora che si autorizzi a vendere chi può farlo su tutto il territorio nazionale ed abbia sufficienti scorte. Ciò farebbe scomparire gli improvvisati dell'ultimo momento e le allettanti offerte con  gli sconti da “saldi di fine stagione”. Per questo motivo abbiamo chiesto  un incontro urgente con i rappresentanti dei farmacisti”.

Alle polemiche sui generici risponde Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici che abbiamo intervistato in esclusiva per Dottnet.

Il provvedimento non piace ai medici: come può verificare dal nostro social, i camici bianchi contestano al generico l'inefficacia testata sul campo dai pazienti stessi. Qual è la sua risposta?

L’efficacia terapeutica è data dalla biodisponibilità a livello ematico (picco di concentrazione ematica), si tratta di un dato scientifico e quindi non soggetto a influenza psicologica. Tutti sappiamo che l’effetto placebo in medicina è determinante. Se il paziente è condizionato in maniera sfavorevole sui benefici di un trattamento, allora sicuramente non sarà efficace. Anche in questo l’atteggiamento del medico risulta di fondamentale importanza, soprattutto in un capitolo così delicato come quello della salute.

Molti sostengono che i generici vengono prodotti nei paesi del Terzo mondo, come India e Cina, per ridurne i costi ma a scapito della qualità del prodotto. Il suo commento.

Si tratta di leggende metropolitane. La maggior parte dei prodotti venduti in Italia (80-85%) è prodotto in stabilimenti europei. E anche se accadesse il contrario vorrei ricordare quanto affermato da Garattini, il più autorevole farmacologo italiano. Ha recentemente ribadito la totale equivalenza tra il farmaco griffato e il generico, anche se e quando quest’ultimo possa essere prodotto in paesi in via di sviluppo. Per esempio, l’India  è all’avanguardia sul piano farmacologico e non dobbiamo temere nulla da queste produzioni.

Il presidente dell'Ordine dei medici di Ferrara Bruno Di Lascio ha scritto a Monti sostenendo che "la decisione del governo esporrebbe il paziente ad alcuni 'rischi', perché si parla di un farmaco generico equivalente a uno di marca quando entrambi hanno la ''stessa composizione in principi attivi, ma non in eccipienti. E questo significa possibilità di presenza di sostanze controindicate, ad esempio amido in pazienti affetti da celiachia''. Come replica a Di Lascio?

C’è solo un’azienda, israeliana, che produce prodotti gluten free per scelta, tradizione e cultura. Tutti gli altri farmaci, sia branded sia generici, contengono glutine. In questo caso se ci fossero pazienti celiaci, sarebbe giusto applicare la non sostituibilità del farmaco. Per quanto riguarda invece il discorso sugli eccipienti, si tratta di sostanze inerti che non interferiscono con l’efficacia del farmaco.

Quali sono i farmaci generici prodotti totalmente in Italia?

Dalle stime risulta che più del 50% dei prodotti in commercio oggi in Italia è prodotto nel nostro Paese.

Le norme italiane sul controllo del farmaco sono più rigide rispetto a quelle tedesche o inglesi, dove il generico è più diffuso?

Si. L’ente regolatorio italiano e l’Istituto Superiore di Sanità svolgono azioni di controllo molto severe, attraverso un monitoraggio frequente per verificare costantemente che tutti i farmaci, sia generici, sia di marca, siano prodotti secondo i parametri di qualità, efficacia e sicurezza.

La norma introdotta dal governo Monti sui generici comporterà un incremento di produzione e quindi di occupazione. E' possibile ipotizzare le cifre, nel breve e nel lungo periodo?

Sicuramente si tratta di un’iniziativa encomiabile, ma immaginare le cifre non è possibile. Tutto dipenderà dalla risposta della classe medica e dei cittadini. Si potranno verificare gli effetti di questi provvedimenti dopo aver constatato l’atteggiamento dei medici, ma sicuramente parliamo di numeri importanti.

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