Studiando il sangue. Verso la medicina personalizzata

Enrica Vigato | 08/02/2012 09:44

“Studiando il sangue. Verso la medicina personalizzata”. È il titolo del convegno  che si terrà venerdì 10 e sabato 11 febbraio al Policlinico G. B. Rossi in onore di Giorgio De Sandre per i 10 anni dalla sua morte. Originario di San Martino di Lupari (PD), Giorgio De Sandre può essere considerato uno dei “padri fondatori” della facoltà di Medicina di Verona, dove giunse nel 1974 dall’ateneo di Padova dopo un breve passaggio per quello di Trieste. A Verona ha diretto l’Istituto di Patologia Medica, quindi la Clinica Medica, sino all’uscita “fuori ruolo” nel 1998.

Dal 1989 al 1994 ha ricoperto il ruolo di Pro-Rettore Vicario in un momento di grande espansione dell’Università di Verona. Nel 2000 fu nominato Professore Emerito. Il suo spessore umano, oltre che scientifico, lo ha reso molto apprezzato anche dal mondo sanitario veronese extra-accademico, come testimoniato dalla sua elezione, negli anni ottanta, a Presidente dell’Ordine dei Medici di Verona per più mandati. Tra i suoi meriti principali, la creazione a Verona  delle Specializzazioni in Ematologia (con Giuseppe Perona), Oncologia Medica, e Reumatologia. Soprattutto, il professor De Sandre ha creato pressoché dal nulla una “scuola medica” autoctona di cui la città può andare fiera.

Gli studi scientifici fioriti nell’ambito del gruppo fondato da Giorgio De Sandre hanno portato infatti più volte in passato, e spesso portano tuttora, il nome di Verona a comparire nelle più prestigiose riviste mediche internazionali, quali New England Journal of Medicine, Lancet, Nature Genetics.

Il respiro internazionale della scuola di De Sandre è inoltre testimoniato dalla brillante carriera di alcuni ex-allievi che hanno assunto responsabilità dirigenziali in prestigiose università estere, quali ad esempio Carlo Brugnara (Harvard Medical School, Boston, USA), Letizia Foroni e Marina Botto (entrambe all’Imperial College di Londra). Questi ultimi saranno presenti al convegno di Verona, insieme ad altri insigni studiosi italiani che primeggiano nelle classifiche dei “top italian scientists” (www.topitaliansciantists.org; ovvero gli autori più citati dalla letteratura scientifica), quali l’immunologo Alberto Mantovani e l’internista Pier Mannuccio Mannucci, con i quali gli allievi di De Sandre intrattengono da anni proficui rapporti di collaborazione.

 

Al di là degli aspetti scientifici, il convegno intende rendere un omaggio a tutto tondo ad una figura così decisiva per lo sviluppo della sanità veronese, ricordandone anche le doti umane. Giorgio De Sandre lasciava spesso sconcertati i giovani allievi e talvolta persino gli studenti per la semplicità d’approccio. Si rivolgeva trattandoli quasi da pari, senza autoritarismi, pur conservando intatta l’innata autorevolezza. In tutta la sua onorata carriera, Giorgio De Sandre ha infine sempre privilegiato l’attenzione al malato come persona, esercitando la professione di medico con umiltà e senza tecnicismi. Non a caso, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita all’appassionato approfondimento di tematiche di Bioetica, anticipando i tempi, e sempre con l’obiettivo di servire l’uomo nei suoi bisogni più profondi.    

 

 

 

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