Farmindustria (“la norma sui generici va eliminata”) contro Assogenerici (“affermazioni gravi e contraddittorie”)

Silvio Campione | 08/02/2012 09:30

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''Eliminare la norma del decreto liberalizzazione o modificarla sostanzialmente, favorendo una maggiore informazione del paziente, ma senza forme di coercizione sostitutiva nei confronti di medici e farmacisti''. Lo chiede Farmindustria che, riunita oggi a Roma in assemblea straordinaria, chiede ''con forza a Governo e Parlamento di considerare il valore industriale e di innovazione dell'industria farmaceutica in Italia, adottando politiche capaci di riconoscerne il ruolo fondamentale per la crescita del Paese e per l'accesso dei cittadini alle nuove terapie. Esattamente il contrario - denuncia l'associazione delle imprese del farmaco - di quanto avviene da anni senza soluzione di continuita'''.

 Cio' e' dimostrato, sottolinea Farmindustria, ''sia dalla norma recentemente adottata che privilegia i farmaci generici rispetto a quelli di marca, sia dalla forte penalizzazione dell'innovazione, confermata dalla manovra di luglio, che rischia di colpire in maniera insostenibile i farmaci ospedalieri''. La misura relativa ai farmaci, rileva l'associazione, ''provoca un'ingiustificabile discriminazione a favore dei generici, determinando il passaggio di quote di mercato da alcune imprese ad altre, con produzioni in larga parte estere. Una misura che compromette quindi i valori di un'industria manifatturiera di qualita' e causera' a breve il trasferimento coatto delle produzioni dall'Italia ad altri Paesi''. Con conseguenze, spiega l'associazione in una nota, ''devastanti per il settore (e le sue 165 fabbriche), che aggravano le crisi aziendali e mettono a rischio migliaia di posti di lavoro gia' nei prossimi mesi, sommandosi alla riduzione dell'occupazione di 10.000 addetti dal 2006 ad oggi''. ''Tutto questo - prosegue - senza alcun vantaggio ne' per lo Stato, che sostiene oggi il solo costo del farmaco a prezzo piu' basso, ne' per il cittadino che poteva gia' scegliere quest'ultimo su segnalazione obbligatoria del farmacista''. Farmindustria chiede inoltre ''con urgenza condizioni stabili e favorevoli all'innovazione, irrinunciabile per la crescita sistematicamente penalizzata''.Le affermazioni ''uscite dall' Assemblea straordinaria di Farmindustria sono gravi e contraddittorie''. Lo afferma l'Associazione nazionale industrie farmaci generici (Assogenerici), commentando la richiesta di Farmindustria di eliminare o modificare la norma del dl Liberalizzazioni sui farmaci generici. Le parole di Farmindustria, sottolinea l'associazione, sono ''gravi perche' in pratica si attua un velato ricatto occupazionale, descrivendo come inevitabile la chiusura degli impianti produttivi nel momento in cui passasse la norma inserita nell'attuale decreto per lo sviluppo. Contraddittorie perche', per cominciare, mentre si parla di chiusura per una norma che semplicemente si limita a rendere manifesto il senso delle leggi attualmente in vigore, si fa presente che per il 60% l'industria del branded italiana vive di esportazioni''. ''Non si capisce dunque come potrebbe risentire in modo cosi' grave di una fisiologica variazione della quota, risicata, del generico sul mercato italiano'', afferma Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici. Da sempre, prosegue, ''il farmacista e' tenuto per legge a proporre la sostituzione al paziente quando esista un farmaco equivalente di minor prezzo, cosi' come il medico poteva e puo' tuttora impedire la sostituzione''. Secondo Foresti, dunque, ''non si coglie che il primo passo verso la stabilita' e la liberazione di risorse sta proprio nella riduzione dell'esborso - pubblico e privato - per medicinali ottimi e ancora insostituibili ma che innovativi non sono piu'. Non si tratta di spostare fatturati da un'impresa a un'altra - conclude - ma di impiegare le risorse del Servizio sanitario dove si ottiene lo stesso ritorno a un costo inferiore''.