Denuncia della Cgil: cambia il Ddl e le nomine dei primari tornano alla politicizzazione. Fine dei contratti a tempo determinato

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 09/02/2012 20:19

Primari politicizzati e non meritevoli. Questo il succo della norma passata martedì sera in Commissione Affari Sociali della Camera che ha cambiato l’articolo del Ddl sul governo clinico riguardante le nomine dei direttori di struttura complessa (ex primari), ''sostituendo la graduatoria con la terna all'interno della quale sceglie il direttore generale nominato dalla politica''. Le modifiche apportate al testo prevedono, infatti, che l'azienda debba dare “adeguata pubblicità” ai criteri e alle procedure per la nomina dei primari e che della commissione giudicatrice facciano parte anche due direttori di struttura complessa “individuati tra il personale dipendente del Ssn della stessa disciplina ma comunque esterni all'azienda interessata alla copertura dei posti”. Secondo la Camera dei deputati ''non deve sempre vincere il primo in graduatoria'', almeno per quanto riguarda i primari ospedalieri ma quello che ha più riscontri nella politica, come afferma la Fp-Cgil Medici.

''Il ritorno della terna - dichiara Massimo Cozza, segretario nazionale FP-CGIL Medici - è uno schiaffo della politica al merito professionale. Qualcuno dovrà spiegare ai cittadini e agli stessi medici - sottolinea - per quale ragione non dovrebbe avere più peso il merito professionale e quindi vincere il più bravo tra i partecipanti, in base alla graduatoria, a vantaggio della qualità dell'assistenza come stabilito nel precedente testo unificato". ''E' invece una buona notizia - conclude Cozza - il divieto di utilizzare contratti a tempo determinato (di cui all'articolo 15-septies del Dlgs 502/92), attraverso i quali ancora oggi si affidano ad personam gli incarichi di struttura senza alcuna selezione". La nomina dei responsabili di unità operativa complessa delle Università sarà  “effettuata dal direttore generale su indicazione del Rettore, su proposta del coordinamento interdipartimentale o dell'analogo competente organo dell'Ateneo, sulla base del curriculum scientifico e professionale del responsabile da nominare”. La commissione, che “riceve dall’azienda il profilo professionale del dirigente da incaricare”, effettuerà la scelta in base “all'analisi comparativa dei curriculum, dei titoli professionali posseduti, dell'aderenza al profilo ricercato e degli esiti di un colloquio”. Quindi selezionerà “da uno a tre candidati che hanno ottenuto i migliori punteggi” tra cui il direttore generale individua il candidato da nominare, “motivandone analiticamente la scelta”. Se il dirigente a cui è stato conferito l’incarico dovesse lasciare il posto o decadere entro tre anni, “si procederà alla sostituzione scegliendo tra gli altri due professionisti facenti parte della terna iniziale”.

 

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