Napoli, presentato il neo eletto Direttivo dell’Ordine dei medici

Redazione DottNet | 09/02/2012 18:33

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Stamane conferenza stampa a tutto tondo, nella sede di piazza Torretta, del nuovo Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Napoli per illustrare alla città le linee programmatiche della politica ordinistica per il triennio 2012-2014 e le priorità che l’organismo di categoria intende affrontare. «Il filo conduttore dell’Ordine – ha esordito Bruno Zuccarelli, neopresidente del Direttivo - è la difesa della dignità della professione medica e della salute del paziente. E, su questo sfondo, il primo nodo strategico da sciogliere è la sicurezza dei camici bianchi sul posto di lavoro, insidiata dai ripetuti episodi di violenza che si verificano nei nosocomi ai danni degli operatori sanitari».

In questo senso, ha spiegato Zuccarelli, OMCeO Napoli si sta muovendo con grande anticipo ed ha già inaugurato un ciclo di incontri con le Istituzioni locali, collocando al primo punto della propria agenda la ricerca di un’intesa con le varie amministrazioni che punti all’attivazione di meccanismi attivi e passivi per la prevenzione delle aggressioni in corsia. Tra i soggetti coinvolti il prefetto, il governatore, il sindaco di Napoli, l’assessore regionale alla Sanità, il presidente della V Commissione regionale, e i responsabili delle Asl cittadine. «La concertazione col prefetto Andrea De Martino, intanto, ha già prodotto un risultato concreto: abbiamo consegnato al prefetto – ha puntualizzato Zuccarelli - un elenco degli ospedali a maggior rischio sicurezza: vale a dire il Cardarelli, il Loreto Mare, il S. Giovanni Bosco, l’ospedale di Castellammare e quello di Boscotrecase, oltre alla Guardia Medica di S. Giorgio a Cremano. Un primo bilancio delle nuove attività preventive in questi punti sensibili sarò tracciato a giugno. Ovvio che le tensioni in ambito ospedaliero sono ricollegabili, ad esempio, all’emergenza barelle, altro nervo scoperto dell’assistenza locale: un problema su cui l’Ordine resta in stato d’allerta. Ma alla sicurezza si collega anche il sistema di guardiania: nella sola Asl 1, ad esempio, si spendono per la vigilanza 60 milioni di euro all’anno. Tocca, allora, alle istituzioni preposte ottimizzare il sistema di tutela dei medici». Altro sfida del neoconsiglio direttivo è il sostegno al futuro dei giovani medici, attesi al varco dalla precarietà professionale o dall’esodo verso piazze più ospitali: «Su questo versante – ha proseguito Zuccarelli – stiamo varando uno sportello giovani che orienterà i neomedici verso le scelte più opportune. Intanto, però, solleciteremo la regione e il Governo per lo sblocco del turn over: non si può essere precari a vita». Terza sfida da vincere: in una reale riforma ordinistica l’Ordine dei medici rivendica con forza il governo deontologico degli iscritti: «I nostri codici etici, infatti, - ricorda il presidente - sono all’avanguardia: ed è il caso di ribadire che medici e odontoiatri sono tra i pochi professionisti a rispondere del proprio operato di fronte alla magistratura civile, penale e contabile. Non solo: nel capitolo etico va inserito anche il contrasto alla pubblicità sanitaria da supermarket e alle prestazioni groupon, innescate dall’abolizione delle tariffe minime». Vincenzo Schiavo, vicepresidente del Direttivo, ha rammentato il problema degli specializzandi, «catapultati nell’assistenza d’emergenza, vedi la guardia medica, senza formazione specifica, e per i quali servono d’urgenza dei corsi specifici». E a Schiavo si è ricollegato il consigliere Raffaele Gimigliano che ha assicurato un ruolo propulsivo dell’Ordine sul fronte della formazione e dell’aggiornamento professionale. Altro obiettivo, per Mario Delfino, segretario del Direttivo, è «la riduzione dell’abnorme contenzioso tra medico e paziente che mortifica la prestazione medica, inducendo il camice bianco alla medicina difensiva».