I casi di Tbc aumentano per via degli errori nei trattamenti

Redazione DottNet | 09/02/2012 18:46

La crescita sempre piu' preoccupante dei casi di Tbc resistente ai farmaci e' dovuta prevalentemente dagli errori nei trattamenti prescritti ed effettuati. Lo ha scoperto uno studio italiano pubblicato dall'European Respiratory Journal, che ha individuato gli errori piu' comuni. Lo studio dell'Irccs Fondazione Maugeri di Tradate (Varese) si e' basato sui dati relativi a 200 casi di Tbc provenienti da cinque Centri di riferimento nazionale di altrettanti Paesi dell'Unione Europea e dell'Area Economica Europea.

Quattro i comportamenti errati emersi dai questionari: mancata prescrizione dei quattro farmaci attivi contro la Tbc; errori nelle dosi somministrate; gestione non adeguata di oltre il 34% dei pazienti affetti anche da Hiv; dimissioni senza un report finale sul quadro clinico per il 32% dei pazienti: "La forma di Tbc che resiste ai farmaci di prima e di seconda linea, rendendo fallimentare ogni terapia farmacologica, è purtroppo il risultato di una cattiva gestione della malattia - afferma Giovanni Battista Migliori, coordinatore dello studio - ogni errore nel trattamento di un caso di Tbc può potenzialmente generare un nuovo caso di Tbc resistente. Lo studio ha individuato le aree in cui è necessario un intervento, sia sul piano del trattamento dei singoli casi sia delle politiche di salute pubblica". Un aiuto agli operatori, sottolinea l'esperto, verra' dalle linee guida europee di prossima pubblicazione: "Un documento che identifica gli standard specifici per la diagnosi, la cura, la prevenzione e il controllo delle diverse forme di Tbc in Europa - conclude Migliori - così da uniformare a livello internazionale le tecniche diagnostiche e i parametri di lettura dei dati rilevati per una migliore collaborazione scientifica".

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