Farmindustria, la norma sui generici causerà la perdita di migliaia di posti di lavoro

Aziende | Redazione DottNet | 15/02/2012 17:35

L'introduzione della norma in favore della diffusione dei farmaci generici ''causera' il trasferimento coatto delle produzioni, oggi realizzate in un sistema che conta 165 stabilimenti produttivi, dall'Italia ad altri Paesi, con la chiusura di questi impianti. E proprio ora che le imprese industriali farmaceutiche potrebbero rappresentare parte della soluzione ai problemi del Paese, perche' motore di crescita''. E' la posizione di Farmindustria esposta durante l'audizione in commissione industria del Senato nell'ambito delle audizioni sul dl liberalizzazioni.

''Le conseguenze saranno gravissime: per l'occupazione di 65.000 dipendenti diretti; per i 64.000 che lavorano in un indotto di eccellenza; per gli investimenti pari a 2,4 miliardi all'anno. Discriminare i prodotti con marchio significa penalizzare le aziende che anche dopo la scadenza del brevetto continuano sia ad investire sui prodotti sotto il profilo produttivo e di ricerca, sia a mantenere una costante attività di informazione medico-scientifica, tramite gli informatori scientifici, presso i medici, anche nei confronti delle nuove generazioni di professionisti, sui prodotti con marchio a brevetto scaduto, con una conseguente ricaduta positiva anche sui conti pubblici. Si tratta delle stesse aziende fortemente impegnate nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi per patologie ancora incurabili o parzialmente curabili, sempre piu' indirizzati alla terapia personalizzata e quindi all'appropriatezza terapeutica. Tutti i Paesi europei devono impegnarsi nella creazione di condizioni favorevoli per lo sviluppo dell'innovazione, irrinunciabile motore di crescita''.

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