Legge 40, coppie in tribunale per i risarcimenti

Redazione DottNet | 12/02/2012 10:52

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Se lo Stato emana una legge ingiusta, che realizza un illecito costituzionale, danneggiando un diritto fondamentale dei cittadini, facendogli perdere delle occasioni favorevoli, allora e' bene che li risarcisca. E' sulla scorta di questo principio che Gianni Baldini, docente di biodiritto all'universita' di Firenze e avvocato, presentera' due ricorsi, uno a Firenze e uno a Roma, per il danno subito da alcune coppie dalla legge 40 sulla procreazione assistita.

Lo ha annunciato oggi ad un convegno sulla donazione di gameti presso l'universita' Statale di milano, spiegando che il danno in questione e' per la perdita di chance, di occasioni favoreli. ''Molte coppie che nel 2004, anno di entrata in vigore della legge 40 - spiega Baldini, che tra l'altro ha seguito varie coppie contro la legge 40, tra cui quella di Torino che ha ottenuto dai giudici di Firenze il primo rinvio alla Consulta sul divieto di fecondazione eterologa - avevano 35 anni e oggi 43, non hanno avuto la possibilita' di avere un trattamento di pma diverso per via dei divieti imposti, senza cioe' il limite dei 3 embrioni e della diagnosi pre-impianto, poi eliminati o alleggeriti dalle sentenze della Corte Costituzionale. E adesso per loro e' troppo tardi. Non e' quindi un danno quello da loro subito rispetto ad altre coppie?''. Gia' in altri Paesi, come Francia e Spagna, i tribunali hanno condannato lo Stato a risarcire i cittadini per la violazione di un diritto fondamentale subita a causa di un illecito comunitario o costituzionale. ''Se lo Stato emana una legge - continua - che poi viene dichiarata incostituzionale, perche' determina un danno a un diritto fondamentale della persona, come quello ad avere una famiglia, non e' giusto che sia risarcita? Ecco perche' presenteremo questo ricorso''.