Psoriasici, dopo lo scandalo di Firenze stop alle cure per duemila pazienti

Redazione DottNet | 12/02/2012 11:10

Il dieci per cento dei due milioni e mezzo di psoriasici italiani trascura la malattia e non si cura affatto ed e' allarme per i pazienti più gravi: negli ultimi mesi, dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il centro di Firenze, compromettendo la credibilità dell'intero progetto Psocare per la terapia con i farmaci biologici, duemila malati hanno abbandonato il programma e non si curano più. Pochissimi i centri ancora operativi: dei 159 previsti ne erano stati attivati oltre 60, oggi si sono ridotti ad appena 30.

 L'esperienza di un registro dei trattamenti con farmaci biologici e le informazioni relative a oltre 20mila prescrizioni ''sono però troppo importanti per andare perdute'' sostiene l'associazione ADIPSO per la difesa degli sporiaci e i dermatologi italiani che chiedono che il progetto sia rilanciato.  I pazienti sono confusi e incerti tanto da smettere di curarsi con i farmaci biologici. Dopo le vicende giudiziarie che alla fine del 2010 hanno coinvolto il centro di Firenze, moltissimi malati hanno smesso di ricevere le cure più innovative: dei circa 12.500 pazienti che fino a un anno e mezzo fa erano seguiti dal programma Psocare, oggi ne rimangono circa diecimila. Dei 159 centri inizialmente previsti dal progetto avevano iniziato le attività 60 strutture, ma oggi ne rimangono appena trenta su tutto il territorio nazionale e rischia di disperdersi il patrimonio di dati raccolti negli anni di attività su 20 mila pazienti e sugli effetti tossici dei singoli prodotti. Emerge dai dati dell'Associazione per la Difesa degli Psoriasici (ADIPSO), discussi durante il VII Congresso Internazionale "Psoriasi, problema medico e sociale" promosso dall'ADIPSO, che si conclude oggi a Roma. "Innanzitutto bisogna dire che molti pazienti con psoriasi non si curano affatto, rinunciando a ogni possibilità di alleviare i disagi: dei due milioni e mezzo di psoriasici italiani, il 10 per cento non segue alcuna terapia - spiega Sergio Chimenti, Direttore della Clinica Dermatologica dell'Università Tor Vergata di Roma - Purtroppo questo atteggiamento rinunciatario e di sfiducia riguarda anche i pazienti più gravi: un paziente su sei in cura presso i centri di riferimento ha abbandonato le terapie. Circa 2.000 malati medio-gravi non assumono più preparati in grado di migliorare molto la qualità della loro vita: un problema di sfiducia che deve necessariamente essere affrontato per poter garantire a chi ne ha maggior bisogno la terapia con i farmaci più innovativi a disposizione. Non sottoporsi alle cure in caso di psoriasi grave significa infatti avere una qualità della vita estremamente bassa e dover fare i conti con sintomi sempre più fastidiosi, senza contare il rischio di complicanze come l'artrite psoriasica".

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