Anche Federcongressi teme che la norma Monti sui generici sia dannosa: saranno tagliati gli investimenti per i congressi

Redazione DottNet | 13/02/2012 17:53

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Federcongressi&eventi, dopo Farmindustria e FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale), esprime preoccupazione per le conseguenze che una norma introdotta nel Decreto liberalizzazioni varato dal Governo Monti potrebbe avere sulle aziende farmaceutiche, sponsor di congressi medico-scientifici.La norma, intesa nell’ambito dei tagli dei costi pubblici, prevede che i medici di famiglia, all’atto della prescrizione di un farmaco, debbano sempre indicare “o farmaco equivalente a minor costo”, se è presente l'equivalente sul mercato, lasciando al farmacista il potere di orientare l'acquisto sui farmaci generici, che costano meno.

 Ciò non toglie comunque che il cittadino possa scegliere di acquistare il farmaco "brandizzato".La preoccupazione di Farmindustria e di Federcongressi&eventi è dunque che ciò penalizzerà i farmaci "di marca", determinando un calo nelle vendite le aziende farmaceutiche."La conseguenza inevitabile sarà il drastico taglio degli investimenti dell'industria farmaceutica rivolti all’informazione scientifica e al supporto di iniziative congressuali e di formazione ECM", spiega il presidente Federcongressi&eventi Paolo Zona.La liberalizzazione dei principi attivi dei farmaci è un fenomeno in atto da anni: molte licenze di sono scadute e i farmaci generici, già in commercio, hanno provocato una certa “erosione” delle quote di mercato delle grandi aziende farmaceutiche, che stanno rispondendo diversificando e investendo in attività di ricerca per rinnovare la gamma dei prodotti.