I risultati del sondaggio sull’Enpam tra i medici iscritti a Dottnet: pochi sono informati sugli emolumenti erogati ai rappresentanti, in tanti non hanno più fiducia nell’Ente di previdenza

Previdenza | Silvio Campione | 13/02/2012 19:03

L’Enpam nel bene o nel male continua a far parlare di sé. Dopo le denunce dei mesi scorsi da parte dei cinque presidenti e del consigliere sugli investimenti dell’Ente, abbiamo deciso di chiedere a voi medici, diretti interessati, il grado di fiducia che ponete nei confronti di coloro che un domani dovranno elargirvi la pensione. Sono arrivate in pochi giorni 500 risposte (515 per l’esattezza) da parte di altrettanti camici bianchi, un campione non rappresentativo perché basato su un sondaggio online, che dà tuttavia l’esatto termometro delle vostre aspettative.

 La prima domanda era ovviamente su quanta fiducia avete nei confronti dell’Enpam all’indomani delle recenti vicende giudiziarie che hanno convolto la struttura (clicca qui per leggere l’articolo): ebbene il 26,80% risponde che ha ancora fiducia e che quanto accaduto non ha assolutamente minato il suo rapporto con la Cassa; ma c’è da registrare un oltre 70% di risposte negative con addirittura un 32.82% che dice di aver perso la fiducia e un altro 39.42 che almeno in parte non ha più quel rapporto rassicurante che aveva prima. Un dato che certamente deve far riflettere e che impone una sferzata in termini di trasparenza da parte dei vertici amministrativi dell’Ente. Il sondaggio ha toccato un altro capitolo controverso, la nuova sede dell’Ente: la maggioranza dei medici è d’accordo – per il 72.76% - che non era il caso di investire tanti soldi in una nuova struttura dai costi certamente notevoli; solo l’11.33% sostiene che è stato in ogni caso un buon investimento perché si tratta di un immobile che si rivaluterà. Il 15,11%  non sa cosa rispondere.  I medici, invece, sembrano, anche se con una risicata prevalenza, più ferrati sui progetti di riforma dell’Ente: il 28.23% è al corrente perché si è informato, il 26.61% conosce solo in parte quanto progettato mentre il 42.14 non ne sa nulla né è stato mai aggiornato. Evidentemente c’è un difetto di comunicazione tra i vertici e gli iscritti alla Cassa di previdenza se una quota ancora così elevata – anche se, come detto, non è la maggioranza -  di professionisti non conosce i piani di sviluppo dell’Ente. Da notare che c’è anche un 3.02% che curiosamente non è per nulla interessato al futuro dell’Enpam. E veniamo alla domanda sui compensi erogati ai vertici della Cassa. Pochissimi, solo il 16.40% sa che per statuto deve essere attribuito solo un gettone di presenza e non uno stipendio; l’80.36% non sa nulla e vorrebbe però esserne informato mentre il 2.63% non è interessato alla questione con infine un risicato 0.61% che non sa rispondere. Noi di Dottnet la scorsa settimana abbiamo pubblicato un’inchiesta (clicca qui per leggere l’articolo completo) sui compensi destinati ai vertici amministrativi dell’Ente, inchiesta che ha generato decine di migliaia di contatti e centinaia di commenti, a  conferma che sulla vicenda l’Enpam è stata sempre molto “abbottonata”. C’è da dire che il fenomeno riguarda anche altre casse private, come ad esempio quella dei giornalisti, fotocopia per certi versi dell’Enpam. Ma è il caso, come hanno invocato la Corte dei Conti e il ministro Fornero, di darsi una regolata ben più sostanziosa del taglio del 10% già a regime dallo scorso gennaio.

Infine una precisazione a proposito dei nostri sondaggi online: il campione, come abbiamo sottolineato, non è in alcun modo rappresentativo secondo le regole della statistica. Si tratta di risultati che non hanno la pretesa, dunque, di raffigurare l'opinione di gruppi di persone perché sono  rilevazioni aperte a tutti, non basate quindi su un campione elaborato scientificamente, e che hanno l'unico scopo di permettere agli utenti che lo desiderano di esprimere la propria personale opinione.

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