Oculisti italiani, un ambulatorio "Robin Hood" in Madagascar

Redazione DottNet | 23/10/2008 11:44

Hanno lo spirito e l'inventiva di Robin Hood. E come l'eroe di Sherwood, chiedono ai ricchi di aprire il portafogli per dare ai poveri. Sono un gruppo di oculisti italiani che collaborano con le associazioni no profit 'Change onlus' e 'Vision+' per la realizzazione di un centro sanitario polifunzionale a Nosy Be, piccola isola turistica del Madagascar. Il progetto prevede la creazione di un ambulatorio di oculistica, un laboratorio di ottica per il montaggio di lenti e una sala operatoria per oftalmologia.
 

E la scelta del luogo non è casuale. "Vogliamo curare i turisti a pagamento, per offrire visite gratuite alla popolazione locale", spiega Paolo Mazza, uno dei promotori del progetto. In stile Robin Hood, appunto. Nei Paesi in via di sviluppo alcune patologie della vista sono un'emergenza. "I dati sono allarmanti", ricorda Simona Minchiotti, medical officer oculista dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). "Si contano di 334 milioni di persone con un handicap visivo grave nel mondo, di queste 47,4 milioni sono ciechi. Buona parte si concentrano nelle nazioni più povere, dove la cataratta, i difetti refrattivi e la cecità infantile (in molti casi prevenibili) sono un'emergenza. Eppure l'80% delle cecità sarebbe evitabile''.

 

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