Patto per la salute di qualità per la sanità italiana: Stato e Regioni insieme nell’interesse dei pazienti. Confronto tra gli assessori

Redazione DottNet | 15/02/2012 11:04

regioni sanità-pubblica ssn

Un Patto della Salute di qualita' come base per essere legittimati a chiedere nuove risorse per il settore. Con questo auspicio il ministro della Salute, Renato Balduzzi, conclude il suo discorso tenuto ieri a Napoli in occasione di un convegno dedicato proprio al Patto della salute. ''Il patto per il 2013-2015 e l'attuazione della manovra estiva - dice il ministro - hanno due prospettive che vanno assieme''. Occorre che ''Stato e Regioni lavorino in simbiosi'' e per quanto riguarda i fondi ''ci sono risorse da sbloccare e forse qualche scelta eccezionale''.

Sui criteri del riparto dei fondi, ha detto il ministro, ''non sara' mia intenzione modificare le regole nell'ultimo anno''. Ha poi aggiunto: ''Eta' e popolazione sono criteri importanti, ma che possono non essere gli unici''. E a tal proposito auspica una riflessione e immagina delle sperimentazioni nel piccolo. Il 2012, dice il ministro, sara' un anno di transizione per tante Regioni mentre il 2013 sara' l'anno zero con nuove modalita' di impostare le problematiche. 'Tagliando sprechi - dice Balduzzi - facendo ciascuno la propria parte e distribuendo i carichi secondo l'unico criterio possibile in uno Stato costituzionale, cioe' l'equita'. Chi piu' ha piu' deve dare secondo il criterio della nostra Costituzione''. Il ministro ha sottolineato anche l'importanza dello snodo della sanita' territoriale e delle cure primarie, sfide per la ''Regioni con difficolta' e anche per quelle virtuose''. A proposito delle Regioni, il ministro ha detto che e' possibile migliorare gli strumenti di collaborazione tra Stato e Regioni e che ''i piani di rientro non sono pensabili come uno strumento che obbliga a mettere solo i conti a posto'' ma devono andare di pari. Tagli al comparto della sanità, il problema della mobilita' dei pazienti, i piani di rientro, la revisione dei criteri di attribuzione delle risorse destinate alle Regioni. Da tempo, e' stato rilevato, le Regioni del Mezzogiorno rimarcano la necessita di cambiare i criteri fin qui adottati per il riparto del fondo sanitario nazionale calcolato in base all'indice di anzianità della popolazione. "In questo modo la Campania ha perso fino a 70euro pro capite - ha sottolineato Caldoro - perché siamo la Regione giovane d'Italia, mentre realtà come quella della Liguria arriva ad avere anche 150euro per abitante". Un dato che ha portato la Campania "a perdere fino a 400milioni di euro l'anno". Sul versante della mobilità dei pazienti, l'assessore alla Sanità della Toscana, Daniela Scaramuccia, ha spiegato che "è lo specchio dell'equità che manca". "Abbiamo un sistema che è tra i migliori al mondo - ha affermato - ma ci sono all'interno troppe diversità e questo non va bene". Della stessa idea l'assessore al ramo della Regione Sicilia, Massimo Russo, per il quale "il 40% della mobilità dei pazienti è legata a prestazioni inadeguate, frutto di una politica aggressiva da parte delle cliniche private''. ''Se la Sicilia riuscisse ad annullare il 60% delle mobilità - ha aggiunto - saremmo in regola con i bilanci''. Di tagli al settore hanno invece parlato gli assessori di Puglia e Piemonte. "Le inefficienze ci sono, ma i continui tagli minano alla radice il sistema, stiamo pagando un prezzo altissimo - ha detto Ettore Attolini, assessore regionale pugliese - C'è un sorta di espropriazione perché i tempi brevi permettono solo una riduzione della spesa. Servono tempi più lunghi perché le esigenze non sono solo di natura economica''. Paolo Monferino, assessore alla Sanità del Piemonte, ha fatto sapere che la Regione ''ha fatto aumentare per 10 anni del 5% il costo della sanita', mentre nel 2011 è riuscita a ridurlo di 150 milioni di euro''. ''Quando lavoravo con Marchionne all'Iveco - ha concluso - non mi è mai stato chiesto di nominare qualcuno perché l'unico interesse era il risultato, mentre al mio insediamento come assessore si è scatenato l'inverno per le nomine dei dirigenti delle 21 Asl''.