Balduzzi alle aziende: allineare i prezzi dei farmaci griffati con quelli dei generici. Fimmg: ottima iniziativa

Redazione DottNet | 17/02/2012 08:39

farmaci generici sanità-pubblica balduzzi aziende- ssn

Mentre in commissione Industria del Senato si lavora agli emendamenti al decreto liberalizzazioni, con l'obiettivo di portare il testo in aula a Palazzo Madama nell'ultima settimana di febbraio, il ministro della Salute Renato Balduzzi lancia una nuova proposta in relazione al 'capitolo farmaci' del decreto: l'invito alle aziende farmaceutiche e' quello di allineare i prezzi dei farmaci 'griffati' con quelli dei generici. La proposta, lanciata dal ministro nel corso del question time alla Camera, parte da un presupposto: la disposizione sui farmaci generici nel decreto Liberalizzazioni, che prevede che il medico indichi l'esistenza del farmaco generico o equivalente e che il farmacista lo proponga (in assenza di altre controindicazioni),

''non mette in pericolo i livelli occupazionali e produttivi delle aziende farmaceutiche titolari di medicinali con marchio di fabbrica, perche' e' sufficiente, appunto - sostiene Balduzzi - che queste allineino i prezzi dei medicinali stessi a quelli dei corrispondenti farmaci generici, e quindi possono mantenere del tutto inalterate le loro quote di mercato''. In questo modo inoltre, aggiunge, ''complessivamente crescera' la cultura del farmaco equivalente e ci sara' un risparmio per i cittadini''. Ma l'idea non convince il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che la definisce ''irrealizzabile'' indicando, poi, varie ''contraddizioni che vanno sanate''. Una su tutte: ''Noi aziende farmaceutiche di prodotti di marchio, per legge - spiega - nei primi nove mesi di commercializzazione di un farmaco generico dobbiamo tenere il prezzo del farmaco a brevetto scaduto piu' alto di una certa percentuale. Dunque la proposta del ministro e' irrealizzabile''. In generale, sottolinea quindi, ''non siamo contro i farmaci generici, ma siamo a favore di una libera competizione; in questo caso, pero', i generici gia' godono di un vantaggio sul prezzo dal momento che noi siamo costretti a tenere un prezzo piu' alto''. Dunque, commenta, ''noi non chiediamo privilegi, ma diciamo no alle discriminazioni; Quanto alla indicazione di Balduzzi, quando c'e' liberta' di competizione, tutte le strade sono percorribili''. Opposto il commento dell'Associazione nazionale industrie farmaci generici (Assogenerici): ''Condividiamo le affermazioni del ministro Balduzzi, questa disposizione - afferma il presidente Giorgio Foresti - non crea squilibri ma semplicemente innesca una sana concorrenza''. Peraltro, prosegue, ''il fatto che le aziende 'Brand' non possano allineare il prezzo immediatamente, e' giustificato dal fatto che in qualsiasi mercato quando si passa da una situazione di monopolio ad una di concorrenza, e' necessario garantire ai nuovi entranti un piccolo vantaggio. Spettera' eventualmente al sistema legislativo intervenire su eventuali incongruenze normative''. Piu' in generale, in vista del passaggio al Senato del provvedimento sulle Liberalizzazioni, Balduzzi smorza le polemiche: ''Abbiamo fatto un lavoro di ascolto delle categorie interessate e abbiamo fatto una cernita degli emendamenti''. Ora, annuncia, ''proporremo alcune piccole modifiche, ma senza stravolgere l'impianto del testo''. Soddisfatta la Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) per la posizione espressa dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, in tema di prescrizione di farmaci a brevetto scaduto, rispondendo ad una interrogazione parlamentare a proposito del dl liberalizzazioni attualmente in discussione in Parlamento.  "Siamo soddisfatti - afferma il segretario Fimmg Giacomo Milillo - soprattutto perché il ministro, dando prova di grande attenzione e sensibilità, ha ben compreso e interpretato le posizioni della professione medica e in particolare quelle dei medici di famiglia''.  Il medico, sottolinea quindi Milillo, ''dovrà informare il paziente circa l'esistenza in commercio di un medicinale equivalente, e la sostituzione del medicinale prescritto potrà avvenire solo se non indicato come insostituibile dal medico".