La quota dell’assistenza ospedaliera è ancora troppo alta

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/02/2012 21:39

E' ancora troppo alta la quota della spesa sanitaria destinata all'assistenza ospedaliera rispetto a quella prevista per la rete di servizi territoriali. Lo indica il monitoraggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) del ministero della Salute per gli anni 2007-2009. La quota percentuale del livello essenziale di assistenza ospedaliera e' fissata dal Piano sanitario nazionale al 44% ma nel 2009 - secondo i dati del ministero - e' stata pari al 46,97%, con un minimo registrato in Piemonte (43,4%) ed il massimo registrato in Abruzzo (53,8%).

Al contrario l'incidenza percentuale del costo sostenuto per l'assistenza territoriale, sia pure in crescita rispetto agli anni precedenti, e' pari al 48,8% mentre la quota da destinare a questo livello in base a quanto previsto dal Patto per la Salute 2010-2012 e' pari al 51%. I valori piu' alti si registrano in Veneto (52,5%) ed in Piemonte (52,4%), mentre quello piu' basso e' in Abruzzo con il 41,9%. Infine il ''tasso di utilizzo'', indicatore di efficienza, pari a livello nazionale al 73,37%, e' in linea col parametro di riferimento, stabilito nell'intervallo 70-75%. Valori inferiori o uguali al 67% si registrano in Sardegna, Campania e Calabria, mentre valori prossimi all'80% si registrano in Liguria, in Veneto, in Valle d'Aosta e nel Lazio. ''Valori bassi - rileva il rapporto - sono sintomo di scarso utilizzo delle risorse e di conseguenza di scarsa efficienza, e valori elevati possono essere sentinella di eventuale sovraccarico delle unita' operative ma anche di eccessivo ricorso alla modalita' assistenziale di ricovero ospedaliera''.

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