Nasce Sanicoop, federazione delle cooperative di medici di Legacoop: medici sempre più presenti sul territorio. Le aggregazioni favoriranno anche la sanità low cost come risposta al caro-cure

Professione | Silvio Campione | 17/02/2012 11:48

Medici e territorio, un binomio inscindibile che la sanità pubblica spesso non è in grado di assicurare. Nascono così, anche per affiancare il servizio sanitario nazionale, le cooperative tra professionisti della salute, un fenomeno che si sta espandendo a macchia d’olio in tutta la penisola: solo quelle aderenti a Legacoop sono oltre sessanta presenti in quindici regioni con oltre 800 addetti. Ed è in quest’ottica – e non solo – che nasce Sanicoopla Federazione delle cooperative di medici e di operatori sanitari aderenti a Legacoop, costituita ieri mattina a Roma da 22 cooperative in rappresentanza della totalità.

 L’obiettivo è senza dubbio ambizioso, ma realizzabile: si tratta di rendere queste aggregazioni sanitarie “protagoniste attive della costruzione di un welfare sostenibile, promuovendo processi di riorganizzazione dei servizi del sistema sanitario nazionale sul territorio incentrati sul binomio “meno ospedali-più prevenzione, cure domiciliari e gestione della cronicità” ed una riduzione della burocrazia, adottando sistemi informativi che favoriscano la partecipazione dei medici, degli operatori e permettano ai cittadini di ottenere le informazioni e le cure necessarie”. Associazioni di questo tipo stanno diventando sempre più patrimonio del territorio con un chiaro riferimento al servizio sanitario nazionale in ruolo però sussidiario. Insomma è un primo passo verso quella  medicina del territorio che sembra diventare il naturale sbocco della sanità italiana soffocata ormai dall’inefficienza del sistema pubblico, come abbiamo visto nei giorni scorsi al San Camillo di Roma o al Cardarelli di Napoli. “La costituzione di Sanicoop” - sottolinea Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop - risponde all’esigenza di dare una rappresentanza organizzata alla cooperazione medica per valorizzarla nel confronto esterno sui diversi tavoli istituzionali ed in quelli interni alla cooperazione, in considerazione del fatto che le iniziative, le sperimentazioni attuate dalle cooperative che operano sul territorio nazionale sono portatrici di idee e modalità di gestione che rispondono ai principi di attuazione dei processi di riorganizzazione dei servizi con la partecipazione diretta degli operatori”. “Sanicoop dovrà dunque – secondo le intenzioni dei vertici - rappresentare, assistere e coordinare le cooperative associate, per favorirne la promozione e lo sviluppo su tutto il territorio nazionale, valorizzando l’esperienza delle cooperative di servizio nell’area sanitaria delle cure primarie”. Non si tratta di offrire servizi a basso costo, è bene chiarirlo, ma di favorire l’integrazione e la collaborazione tra i camici bianchi a vantaggio del paziente.  Tuttavia tra le cooperative c’è anche chi punta al risparmio e a far economizzare i cittadini:  come ricorderanno i lettori di Dottnet nei mesi scorsi abbiamo parlato della nascita di Welfare Italia, nuova società del consorzio di cooperative Cgm che ha l'obiettivo  di aprire 135 poliambulatori sparsi sul territorio italiano nei prossimi cinque anni, 22 già a fine 2010, che rappresentino per i cittadini una terza via tra sanità pubblica e privata strizzando l’occhio in particolare agli odontoiatri. Welfare Italia ha già 1 milione 700 mila euro di capitale versato, somma alla quale hanno contribuito  (con 1,5 milioni) Intesa San Paolo e Banco Popolare, che hanno deciso di investire nel progetto. Un esempio? Il Consorzio Farsi prossimo, il sistema di cooperative legato a Caritas ambrosiana, ha aperto un poliambulatorio composto da quattro studi dentistici e sette ambulatori, con tariffe fino al 30 per cento più basse della media del mercato in viale Jenner 73 a Milano. L'obiettivo dell’iniziativa è offrire risposte a prezzi contenuti e in tempi più rapidi rispetto al pubblico, con tariffe fino al 30% più basse del mercato. Una scelta resa possibile dalla gestione, completamente in mano alle cooperative. E le stesse assicurazioni, come Unipol attraverso Unipol Salute, stanno aprendo centri medici che offrono visite specialistiche ed esami diagnostici con tariffe concorrenziali. La salute italiana guarderà, dunque, sempre più alla sanità privata sociale: visite specialistiche su appuntamento a prezzi sensibilmente inferiori alla media, tra i 40 e i 60 euro garantiti da poliambulatori  gestiti da medici associati. È la medicina low cost il futuro della professione, sostiene qualcuno: “Le visite in uno studio  non scendono sotto i 150 euro”, afferma un giovane medico. E così il trend appare in forte crescita con un fatturato di circa dieci miliardi con una prospettiva di salire di un  20-30 % all’anno.

I creg in Lombardia

Vanno avanti i lavori la sperimentazione del progetto Creg, il sistema di drg del territorio al quale sta lavorando da più di un anno la Regione Lombardia. La prima fase prevedeva l'arruolamento dei medici di famiglia, appena concluso;  adesso si passa ai pazienti che si concluderà alla fine di marzo. I numeri sono notevoli:  a Bergamo, tra le cinque Asl selezionate per la sperimentazione quella dove si è registrata la più alta adesione di Mmg (più di 200), si dovrebbero reclutare circa 18mila pazienti cronici ma per ora si è sotto i tremila. Sono in fase di preparazione anche le  società di servizi che dovranno fornire ai medici il supporto organizzativo necessario come provider. A Milano, dove le adesioni tra i generalisti sono scese dalle settanta iniziali alle attuali sessanta, lavorano due piattaforme - una di Telbios e l'altra della cooperativa istituita allo scopo - che dovranno estrapolare dai gestionali e poi trasmettere alla Regione i dati con cui monitorare l'adesione dei pazienti ai percorsi diagnostico-terapeutici. E' stato anche realizzato il call center che dovrà assistere i pazienti per gli  esami e le visite di controllo.

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