Fimeuc: il pronto soccorso è il punto di forza del Servizio sanitario nazionale e deve essere inserito nel Governo clinico. Intramoenia, per Balduzzi visite solo negli ospedali. Medici di base sette giorni a settimana

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 19/02/2012 17:51

Il Sistema dell'emergenza-urgenza dei Pronto soccorsi ''deve rappresentare il punto di forza del Servizio Sanitario Nazionale poiché è la porta di accesso del Cittadino con grave bisogno di Salute, e deve essere garantita tempestivamente la migliore appropriatezza ed efficacia delle Cure''. E' l'appello lanciato dalla Federazione Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (FIMEUC), contenuto in una lettera aperta indirizzata al ministro della Salute Renato Balduzzi. La Fimeuc chiede dunque che il sistema dell'emergenza-urgenza sia inserito nell'ambito del provvedimento sul Governo clinico.

 Tra gli aspetti prioritari indicati, ''occorre richiedere deroghe - spiega la Federazione nella lettera - per mitigare gli effetti della manovra finanziaria, in primis per garantire il turnover''. Organici ''già fortemente in difficoltà, costituiti da precari (dal 30% al 50%) - avverte la Fimeuc - potrebbero non garantire più adeguatamente il servizio al cittadino con bisogno di salute in Emergenza-Urgenza in un futuro prossimo''. Inoltre, affermano i medici d'urgenza, e' ''indispensabile incrementare significativamente il numero annuo di contratti delle scuole di specializzazione in medicina di Emergenza-Urgenza, in coerenza ai fabbisogni attuali del 118 e del Pronto Soccorso''.

Intramoenia, stop alle deroghe per l’allargata: visite solo negli ospedali

''La fase transitoria e' finita. Con la libera professione dei medici si fa sul serio''. Basta deroghe per l' ''intramoenia allargata'', la possibilita' per i medici ospedalieri di fare visite private fuori, se l'ospedale non ha spazi per l'attivita' privata. Lo stop arriva dal ministro della Salute Renato Balduzzi che in un'intervista al Corriere della Sera sottolinea che non ci sara' un'altra deroga dopo l'emendamento Pd approvato in Senato che ha anticipato la scadenza del doppio regime al 30 giugno 2012 rispetto a quella del 31 dicembre 2012 prevista dal Milleproroghe. A 13 anni dall'introduzione dell'intramoenia, Balduzzi vede ''il bicchiere mezzo pieno'' con la meta' delle strutture che ''ha rispettato i diritti del cittadino'' e che si e' organizzata per la vera libera professione intramuraria. Ora ''bisogna completare il cammino''. Se l'intramoenia e' ''applicata correttamente - precisa Balduzzi - con regole di trasparenza, controllo dei volumi di prestazioni private e liste di attesa, funziona perche' fidelizza il medico''. Il ministro annuncia anche che proporra' un emendamento alla legge sul governo clinico per modificare la scelta dei primari: ''occorre una graduatoria dei candidati, anziche' una terna'', e serve una commissione giudicante ''presieduta dal direttore sanitario dell'azienda e da due primari sorteggiati''. Il caso San Camillo? ''Il pronto soccorso e' il terminale dell' inefficienza di una rete e risente di un atteggiamento errato''. Nel prossimo Patto della Salute, afferma il ministro, ''dobbiamo prevedere che la rete dei medici di famiglia funzioni 7 giorni la settimana''. La decisione del ministro della Salute Renato Balduzzi di non voler piu' concedere proroghe per l'intramoenia allargata dopo il 30 giugno ''e' una buona notizia per il Servizio sanitario nazionale''.Lo afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza, nel sottolineare che ''se l'intramoenia verra' attuata in tutte le Regioni solo all'interno delle strutture pubbliche sara' a vantaggio dei cittadini, medici e aziende''.Per i cittadini, a giudizio di Cozza, ''ci sara' maggiore trasparenza, in particolare per le liste di attesa. Mentre i medici potranno continuare ad operare negli stessi ospedali, migliorando la qualita' del lavoro senza impegnare ulteriori risorse. E le stesse aziende sanitarie potranno ricavare maggiori utili economici. Chiediamo pero' al ministro Balduzzi - auspica il segretario nazionale di Fp Cgil Medici - di non limitarsi ad aspettare proposte, ma piuttosto di attivarsi come protagonista affinche' Regioni e aziende mettano da subito in atto un percorso tecnico-politico cogente, con precise scadenze, per far si' che in ogni ospedale ci siano spazi adeguati per l'intramoenia, utilizzando anche la possibilita' di affittare spazi in strutture limitrofe''.  Per quanto riguarda la scelta dei primari ''e' ottima - dice Cozza - la decisione del ministro Balduzzi della graduatoria che sostituira' la terna nell'ambito della quale il primario veniva scelto dal direttore generale, a sua volta scelto dalla politica. Con la graduatoria invece vincerebbe sempre il piu' bravo e si tutela la professionalita' dei medici e quindi la qualita' del servizio''.Che una modalita' transitoria conosca un termine, come e' nell'ordine naturale delle cose nei Paesi civili, non e' una notizia. Il punto - e' il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, all'annuncio del ministro della salute, Renato Balduzzi sullo stop alle proroghe all'intramoenia allargata - e' verificare se il ministro sia in grado di garantire che in tutte le Regioni d'Italia siano venute meno le esigenze che ne hanno permesso la sopravvivenza per più di 10 anni. Vale a dire la disponibilità, all'interno degli ospedali, di spazi ed orari dignitosi per cittadini e medici, tecnologia necessaria, adeguata organizzazione di supporto''.In poche parole, secondo Troise, va verificato ''se le aziende sanitarie hanno la volontà di gestire l'attività libero professionale intramoenia dei medici, i cui vantaggi anche di finanziamento del sistema sanitario sono evidenti, come propria attività ordinaria superando l'idea di un "favore" fatto loro''.L'Anaao Assomed vigilera', come annuncia in una nota, per garantire il rispetto di leggi e contratti insieme con il diritto dei cittadini alla libera scelta del medico convinta che ''occorre contemperare principi ordinamentali, generalizzati e prevalenti, con modalità organizzative i cui tempi e forme siano coerenti con le caratteristiche delle singole Regioni".'Dentro o fuori dell'ospedale: i luoghi si troveranno ma il problema rimane con i cittadini che non capiscono perche' se vai il lunedi' a chiedere una visita l'avrai gratis fra sei mesi, ma se vai il giovedi' l'avrai il giorno dopo a pagamento''. Cosi' Giovanni Monchiero, presidente della Federazione delle aziende sanitarie ospedaliere sintetizza la problematica legata alla cosiddetta intrameonia e lo stop alle deroghe per i medici ospedalieri che svolgono la libera professione fuori delle strutture. E aggiunge: ''l'intramoenia va ripensata dall'inizio in maniera piu' approfondita''.''Per quanto riguarda l'aspetto delle visite - spiega Monchiero - l'attivita' libero professionale si puo' fare benissimo utilizzando per esempio gli ambulatori in orari e giorni diversi dai normali. Ma occorre ricordare che l'intramoenia e' un vecchio diritto riconosciuto per consentire ai medici migliori di non abbandonare il pubblico ricavando ulteriori guadagni oltre lo stipendio da direttore di struttura; questa e' la verita'. Non e' vero che serva a ridurre le liste di attesa ma a riconoscere ai medici migliori una ulteriore possibilita' di ricavo. Quanto questo fosse corretto ed etico non so - sottolinea il presidente della Fiaso - ma ha creato molte perplessita'; diciamo che forse era un male necessario.Oggi - spiega Monchiero - la stragrande maggioranza dei medici ha optato per l'intramoenia anche perche' c'era la sanzione di non poter diventare primari. Ma tutto va rivisto anche pensando di offrire ai medici retribuzioni basate sul merito''. Quanto ai tempi stretti per l'attuazione di nuove norme piu' stringenti (entro giugno) Monchiero afferma: ''gli spazi si troveranno, i medici mugugneranno un po' e poi la faranno dentro; il problema rimarra' la contraddizione di fronte al cittadino'', che non capira' quella sorta di doppio binario.

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