Nas, sottratti al Servizio sanitario 31 milioni: nel mirino false diagnosi, referti truccati, iperprescrizioni. Denunciati 335 medici

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 17/02/2012 16:55

Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ringrazia i Carabinieri del N.A.S. per ''la preziosa opera di contrasto all'illegalità nel Servizio Sanitario Nazionale'' che ha permesso di scoprire nel corso dell'anno 31 milioni di euro sottratti alla sanita' pubblica. "I Carabinieri hanno fatto la loro parte. La buona politica e la buona amministrazione devono fare la propria. Le regole - ha detto il ministro - ci sono, ma il sistema di controlli può ancora migliorare. Per questo occorre impegno maggiore della buona politica e della buona amministrazione, perché chi ruba al Sistema Sanitario Nazionale sottrae non solo risorse, ma diritti a tutti i cittadini e in particolare a chi è più debole e bisognoso di cure appropriate".

L'attività dei Carabinieri per la tutela della salute, al comando del Generale Cosimo Piccinno, ha permesso di scoprire 31 milioni di euro sottratti al Servizio Sanitario Nazionale nel 2011. I Carabinieri hanno avviato una serie di controlli per contrastare l'indebita lievitazione della spesa sanitaria, 300 persone sono state denunciate all'Autorità giudiziaria ordinaria e alla Magistratura contabile. Le irregolarità più frequenti sono state: false diagnosi che comportano oneri maggiori, peculato e falso in referti di analisi; corruzione e truffa; prescrizioni fittizie o iperprescrizioni di farmaci ad alto costo; gare di appalto artefatte; assenteismo. Altre irregolarità hanno riguardato l'esercizio abusivo della professione medica, la tenuta non corretta del registro degli stupefacenti, l'utilizzo di reagenti scaduti e il riutilizzo di dispositivi monouso. Sono stati denunciati all'Autorità giudiziaria, in stato di libertà, 356 medici: 337 per illeciti commessi in regime di intramoenia e 19 per attività extramoenia. In particolare per aver preso denaro da visite effettuate per conto dell'azienda ospedaliera; per aver indotto pazienti a sottoporsi a cure a pagamento in studi privati. Sulla base delle indagini dei Carabinieri diverse Procure ordinarie e contabili hanno predisposto il sequestro di beni per 10 milioni di euro: abitazioni, auto, quote societarie, conti correnti e attrezzature mediche.

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