Il caos generato dai generici

Marina Moreno | 22/02/2012 17:44

Nella pratica quotidiana ho incontrato piu' volte problemi relativi all'uso dei farmaci generici.Vorrei condividere con i colleghi le mie considerazioni.

Credo che nel "Parco pazienti" di ogni medico di medicina generale ci siano pazienti delle piu' svariate estrazioni sociali e con differenti livelli di cultura. Ma ho appurato che  nella stragrande maggioranza dei casi e' difficile far capire alle persone la differenza fra nome del farmaco e nome del principio attivo,per cui non sempre è semplice dare a intendere che, perdonate se ricorro a un nome piuttosto che a un altro, Norvasc e Amlodipina sono la stessa cosa. E questo,haime',succede anche ai genitori o vedovi di medici,quindi persone che di farmaci in casa ne hanno visto circolare. Comunque,superato l'iniziale periodo di confusione, presto se ne attraversa uno nuovo: quando ormai il paziente si è abituato alla scatola del generico X ecco che si ritrova sul tavolo il generico Y e qui inizia la confusione. Ho visto pazienti che assumevano contemporaneamente due tipologie diverse di bisoprololo,o assai peggio,di metformina.Senza parlare poi delle confezioni che vengono accantonate perchè il paziente,credendo che il farmaco sia diverso,pensa sia stato sospeso o modificato. Più volte sono giunti in ambulatorio figli di anziani con sacchetti di farmaci raccattati in casa perchè io vi faccia ordine....Insomma non ho dubbi a dire che la confusione regna sovrana.

Altro problema: quando il paziente assume mezza dose di farmaco, spesso il generico si frantuma e in questi casi il risparmio svanisce.

Concludendo,non voglio dire di essere contraria per principio al generico,ma e' assolutamente indispensabile una maggiore accuratezza: il generico dovrebbe essere veramente tale,e non di serie A o B o C. Dovrebbero essere distribuiti dalle farmacie in confezioni anonime,come avviene all'estero, su cui spicchi solo il nome del principio attivo. O forse qualcuno avra' idee migliori,non dico che lo siano le mie, ma certamente il problema c'è e...vorrei sentire cosa ne pensano gli altri colleghi.

Buon lavoro a tutti!