Parafarmacie a Monti: non lasciateci morire. Ecco come il Ministero regolerà il settore

Redazione DottNet | 20/02/2012 20:52

''Siamo stremati, il governo non può lasciarci morire''. E' l'appello lanciato dal Coordinamento nazionale delle parafarmacie in una lettera al premier Mario Monti ed ai segretari di partito: ''La nostra parte l'abbiamo fatta, ora - affermano i parafarmacisti - tocca a voi". Il Coordinamento, in rappresentanza dei 3800 esercizi nati nel 2006, ha inviato la lettera al presidente del Consiglio, al sottosegretario Catricala' e agli onorevoli Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini

. ''Noi la nostra parte l'abbiamo fatta. - affermano i parafarmacisti - Ci siamo laureati, abilitati alla professione e negli anni abbiamo combattuto per rivendicare un diritto che ci è sempre stato negato, cioè esercitare la nostra professione. Nel decreto Bersani del 2006 abbiamo visto uno spiraglio e ci siamo buttati a capofitto con le poche armi (farmaci) a disposizione. Contrastati sempre violentemente da Federfarma, abbiamo continuato a lottare ad armi impari per far valere il nostro diritto al lavoro e alla libera impresa''. Nel testo appena inviato, le parafarmacie, sottolinea il Coordinamento, ''preso atto che ora purtroppo anche il Governo e la politica tutta ci volta le spalle decidendo col decreto "salvaitalia" che i farmaci di fascia C non devono essere venduti al di fuori della farmacia, ritengono che l'unica cosa che adesso resta da fare per sopravvivere è chiedere con forza di trovare una sistemazione per i propri esercizi". E infine, l'appello: "In questo decreto liberalizzazioni non si può far chiudere per legge 3800 nuove aziende, non si può non pensare ad uno sviluppo meritocratico del sistema farmaceutico. In X Commissione al Senato esistono gli emendamenti per fare questo, ora spetta a Voi far vedere agli italiani cosa sia la vera politica per il cittadino".

 

Parafarmacie e corner della Gdo: una differenza sostanziale che si esternerà nell’inaccessibilità diretta dei cittadini a tutti i farmaci diversi da quelli di automedicazione. La distinzione tra le due modalità di vendita al pubblico, già contemplata nelle norme in vigore, viene ora ulteriormente sancita dallo schema di decreto del ministero della Salute (clicca qui per scaricare il testo) che, come previsto dal decreto Salva Italia, dovrà individuare i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi e gli ambiti di attività di farmacovigilanza a cui le parafarmacie e gli esercizi commerciali dovranno rispondere. In pratica “occorre distinguere i requisiti” nel caso di esercizi che vendono solo Otc rispetto a quelli che vendono medicinali non soggetti a prescrizione medica. Comune denominatore è la presenza del farmacista che avrà il compito di segnalare al responsabile della farmacovigilanza della Asl di riferimento tutte le sospette reazioni avverse di cui viene a conoscenza. Ed entrambe partecipano al sistema di monitoraggio delle confezioni di medicinali provvedendo alla comunicazione di inizio attività, alla registrazione nella banca dati centrale del Nuovo sistema informativo sanitario e alla comunicazione di ogni variazione o cessazione dell'attività di vendita. Dunque la principale differenza consiste nell'accessibilità diretta del cittadino ai farmaci prevista tuttavia solo per gli Otc e non per i Sop.

Vediamo le principali differenze 

 

Attività con farmaci senza obbligo di prescrizione

 

I locali

    - Presenza di un’area per il settore amministrativo (ricezione materiale e registrazione)

    - Lo spazio dedicato alla vendita e alla conservazione dei medicinali deve essere separato dalle zone di vendita di prodotti diversi e inaccessibile al personale non addetto durante l’orario di chiusura del pubblico.

    - Il locale deposito dovrà rispondere a tutti i principi in materia di conservazione previsti dalle linee guida in materia e inaccessibile al pubblico e al personale non addetto. Per i medicinali scaduti o imperfetti deve essere previsto uno spazio separato. Deve essere prevista anche una zona per lo stoccaggio dei materiali infiammabili.

    - Nel locale di vendita deve essere presente la striscia di cortesia per il rispetto della privacy.

    - Presenza di servizi e spogliatoio per il personale.

 

farmacista e accessibilità ai farmaci

    - Obbligo della presenza di uno o più farmacisti.

    - La presenza deve essere garantita per tutto l’orario di apertura dell’esercizio.

    - I farmaci di automedicazione potranno essere direttamente e liberamente accessibili ai cittadini, ma alla presenza dei farmacisti.

    - Gli altri farmaci dovranno essere inaccessibili sia al pubblico che ai non addetti ai lavori.

    - La vendita dei medicinali diversi da quelli di automedicazione è effettuata dai farmacisti.

    - I farmacisti inoltre assistono il cliente nell’acquisto dei medicinali di automedicazione, rispondono a eventuali richieste del cittadino e si attivano in caso risulti opportuno uno specifico intervento professionale.

 

Insegne luminose

    - Le insegne devono essere di colore diverso dal verde.

    - All’esterno dell’esercizio deve essere chiaramente indicata, e messo in evidenza, la tipologia di farmaci in vendita, cioè quelli di automedicazione e quelli non soggetti a prescrizione.

    - I farmacisti devono indossare il camice bianco e il distintivo professionale dell’Ordine dei Farmacisti.

    - Il personale non farmacista presente nell’esercizio deve invece indossare un camice di un altro colore in modo che il cliente possa facilmente distinguerlo dal farmacista.

 

L’organizzazione

    - Il titolare dell’esercizio deve comunicare al ministero della Salute, all’Aifa e alla Regione la sede dell’esercizio, l’inizio dell’attività di vendita dei medicinali e le ulteriori comunicazioni necessarie per la banca dati centralizzata per il monitoraggio delle confezioni di medicinali istituita presso l’Aifa.

    - Il titolare deve inoltre comunicare alla Azienda Usl e all’Ordine dei farmacisti di competenza territoriale le generalità dei farmacisti che lavorano presso l’esercizio, con l’indicazione del farmacista responsabile del reparto. Comunicazione dovrà essere data anche in caso di sostituzioni e al momento della cessazione dell’attività.

    - Il nome del farmacista responsabile deve essere reso noto a tutti gli utenti.

    - Il prezzo al pubblico dei medicinali deve essere reso noto attraverso listini o modalità equivalenti.

 

La tecnologia

    - Presenza di un armadio frigorifero in grado di assicurare le corrette condizioni di conservazione, compresi i limiti di temperatura.

    - La temperatura dei locali dell’esercizio, magazzino compreso, non deve superare i 25° C.

    - Sistema di ricezione degli avvisi di ritiro o sequestro di medicinali diffusi dall’Aifa, dal ministero della Salute o dalla Regione.

    - Strumentazione idonea a garantire l’individuazione e il ritiro dei medicinali sequestrati, scaduti, non idonei o pericolosi.

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