Monchiero, l’intramoenia va ripensata. Il 95% dei medici pubblici sceglie la libera professione

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 21/02/2012 13:55

“Dentro o fuori dell'ospedale: i luoghi si troveranno ma il problema rimane con i cittadini che non capiscono perche' se vai il lunedi' a chiedere una visita l'avrai gratis fra sei mesi, ma se vai il giovedi' l'avrai il giorno dopo a pagamento''. Cosi' Giovanni Monchiero, presidente della Federazione delle aziende sanitarie ospedaliere sintetizza la problematica legata alla cosiddetta intrameonia e lo stop alle deroghe per i medici ospedalieri che svolgono la libera professione fuori delle strutture. E aggiunge: ''l'intramoenia va ripensata dall'inizio in maniera piu' approfondita''. ''Per quanto riguarda l'aspetto delle visite - spiega Monchiero - l'attivita' libero professionale si puo' fare benissimo utilizzando per esempio gli ambulatori in orari e giorni diversi dai normali. Ma occorre ricordare che l'intramoenia e' un vecchio diritto riconosciuto per consentire ai medici migliori di non abbandonare il pubblico ricavando ulteriori guadagni oltre lo stipendio da direttore di struttura; questa e' la verita'. Non e' vero che serva a ridurre le liste di attesa ma a riconoscere ai medici migliori una ulteriore possibilita' di ricavo. Quanto questo fosse corretto ed etico non so - sottolinea il presidente della Fiaso - ma ha creato molte perplessita'; diciamo che forse era un male necessario.

Oggi - spiega Monchiero - la stragrande maggioranza dei medici ha optato per l'intramoenia anche perche' c'era la sanzione di non poter diventare primari. Ma tutto va rivisto anche pensando di offrire ai medici retribuzioni basate sul merito''. Quanto ai tempi stretti per l'attuazione di nuove norme piu' stringenti (entro giugno) Monchiero afferma: ''gli spazi si troveranno, i medici mugugneranno un po' e poi la faranno dentro; il problema rimarra' la contraddizione di fronte al cittadino'', che non capira' quella sorta di doppio binario. L'intramoenia (cioe' l'attivita' libero professionale dei medici pubblici) e' scelta, nel Ssn dalla stragrande maggioranza dei medici (95%), ma, a distanza di 13 anni dalla Riforma sanitaria, e' ancora una chimera nel 50% delle strutture sanitarie, dove non e' stato possibile reperire gli spazi adatti per realizzare l'attivita' . La libera professione intramuraria, introdotta dalla Riforma Sanitaria del 1999 e' regolata dalla legge 120 del 2007, che dava tempo alle Regioni di adeguare le strutture pubbliche e rendere disponibili i locali destinati all'intramoenia entro il 31 dicembre 2012. In attesa dell'adeguata ristrutturazione di Asl e ospedali, si prevedeva la possibilita' per i medici dipendenti del servizio sanitario nazionale che optavano anche per la libera professione di esercitarla fuori dalle strutture pubbliche, nello studio quindi, laddove non fossero ancora state adottate le misure per garantire l'esercizio dell'attivita'. Sui portafogli dei cittadini, nel 2010 l'opzione e' costata 1,130 miliardi di euro; questa la cifra e' servita per pagare di tasca propria ricoveri, interventi chirurgici e visite specialistiche in regime di intramoenia. Di questi, 1.055 miliardi sono andati ai medici e 74,1 milioni a ospedali e Asl. Secondo dati del governo, l'intramoenia ha visto salire i suoi incassi da 931 milioni del 2004 a 1,19 miliardi del 2007, con una quota per il personale cresciuta da 815,6 a 999,6 milioni, mentre la parte spettante ad asl e ospedali e' salita da 115,6 a 196,7 milioni. I cittadini in quattro anni hanno pagato di tasca propria 4 euro in piu' a testa. Ma con l'applicazione della legge 120 del 2007, la curva ha cominciato a scendere e stabilizzarsi: 1,121 miliardi nel 2008, 1,131 nel 2009 e 1,129 nel 2010. Con la quota rimasta nelle casse del servizio pubblico precipitata dai 196 milioni del 2007 ai 59,4 del 2008, per risalire ancora a 66,3 milioni nel 2009 e a 74,1 nel 2010. Per il personale sanitario il guadagno dal 2008 (1,061 miliardi) al 2010 (1,055) e' rimasto invece stabile, ma con 56 milioni in piu' in tre anni e 240 milioni aggiuntivi dal 2004. Tra le Regioni a incassare di piu' ci sono Lombardia (218 milioni), Emilia Romagna (143,8) e Toscana (124,6), mentre il Molise realizza appena 1,63 milioni e la Basilicata 4,4.

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