Biella, aumenta la produttività per la chirurgia dell’ospedale. Male a Taormina l’oncologia, chiude ortopedia a Cassino

Redazione DottNet | 21/02/2012 13:57

Un incremento della produttivita' del 4,2% nel 2011 rispetto all'anno precedente, per la Struttura di Chirurgia ad alta complessita' dell'ospedale di Biella, in particolare per il trattamento chirurgico dei tumori dell'apparato digerente e della mammella. ''Con una media di 8-10 pazienti operati ogni settimana per patologie neoplastiche - spiega il direttore della Struttura, Roberto Polastri - il valore della produzione della Chirurgia dell'ospedale di Biella si piazza al secondo posto nel quadrante, dopo Novara e registra un progressivo e costante aumento negli ultimi tre anni''. Nuove tecniche operatorie e una maggiore attenzione al paziente sono alla base dei risultati positivi registrati negli ultimi anni, prosegue Polastri.

 L'ospedale istituira' a breve una ''Breast-Unit'', con percorsi diagnostico terapeutici ben delineati per le pazienti affette da tumore alla mammella. In crescita anche gli interventi al fegato, conclude Polastri: 75 pazienti operati negli ultimi tre anni per patologie neoplastiche del fegato e del pancreas.Il consiglio direttivo della sezione siciliana dell'Associazione italiana di oncologia medica esprime ''viva preoccupazione per le iniziative che potrebbero stravolgere l'assistenza oncologica pubblica nella provincia di Messina e di Catania''. ''Le due unita' operative di oncologia medica e chirurgica dell'ospedale di Taormina - osserva l'Aiom - sarebbero, infatti, in corso di chiusura e le attivita' spostate all'ospedale Cannizzaro di Catania. Quest'operazione comporterebbe l'azzeramento di un dipartimento oncologico che da oltre 10 anni serve in maniera efficace ed efficiente un vasto bacino d'utenza che da quest'operazione uscirebbe fortemente penalizzato''. Secondo l'Aiom l'apertura di nuove unita' operative nella citta' di Catania, in cui l'offerta sanitaria e' gia' ottimale, sarebbe in palese contraddizione con i principi ispiratori del piano di rientro varato dalla Regione nel 2009. ''Queste notizie - sottolinea il prof. Roberto Bordonaro, coordinatore dell'Aiom Sicilia - sono affiancate da altre, sempre pubblicate dagli organi di stampa, sulla probabile nascita di un nuovo polo oncologico privato nel territorio a Misterbianco. Riteniamo che la migliore assistenza sanitaria al cittadino debba fondarsi su una progettualita' complessiva e non estemporanea, che poggi su di un'approfondita analisi di contesto, delle necessita' del territorio e della conseguente risposta degli organi preposti nel pieno rispetto dell'equilibrio tra offerta sanitaria pubblica e privata accreditata''. Chiude il reparto di ortopedia dell'ospedale Santa Scolastica di Cassino, nel frusinate. Lo rendono noto il sindaco della ''citta' martire'' Giuseppe Golini Petrarcone e i consiglieri regionali Vincenzo Maruccio e Anna Maria Tedeschi, tutti dell'IdV, che chiedono un incontro urgente con il presidente della Regione e Commissario alla Sanita' Renata Polverini. ''La pianta organica prevede 15 medici ortopedici - affermano in una nota - ma ad oggi ce ne sono solo quattro. Con questa grave carenza di organico non si puo' garantire il servizio, quindi la chiusura diventa necessaria. Il direttore generale Mirabella si trincera come sempre dietro la deroga all' inserimento di ulteriore personale che deve venire dal Commissario Polverini. Insomma prima vengono i numeri e poi i malati. Ma anche i numeri non saranno quelli attesi perche' la mobilita passiva verso le regioni limitrofe e' in forte crescita''. ''Dopo il sopralluogo presso l'Ospedale di Cassino e dopo aver preso visione della situazione - aggiungono i tre esponenti dell'Italia dei Valori - chiediamo un incontro urgente con il Commissario Polverini al fine di richiedere l'assunzione di medici ortopedici. Auspichiamo che l' incontro venga fissato al piu' presto perche' la situazione e' insostenibile: i medici attualmente presenti svolgono turni massacranti, ma nonostante tutto non possono continuare a garantire il servizio. Da qui - concludono - la decisione della chiusura del reparto, decisione che il territorio di Cassino non puo' permettersi''.

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