Botulino non in regola, indaga Guariniello. Aifa: i medici non segnalano le reazioni avverse

Redazione DottNet | 22/02/2012 14:50

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Combattere le rughe con il botulino, per quanto sia di moda, puo' far male alla salute. E la cura, nella stragrande maggioranza delle volte, non rispetta le disposizioni del Ministero della Salute. Ecco il nuovo fronte di indagine aperto in questi giorni, a Torino, dal procuratore Raffaele Guariniello: il punto di partenza e' un rapporto dell'Aifa, l'agenzia italiana per il farmaco, dove si legge che negli ultimi tre anni sono almeno trenta i pazienti (donne e uomini) che dopo le infiltrazioni hanno accusato sgradevoli ''reazioni avverse''; in due occasioni e' stata necessaria l'ospedalizzazione.

Guariniello sta studiando le carte dell'Aifa alla ricerca di possibili casi di lesioni colpose. Ma Nicolo' Scuderi, chirurgo plastico dell'universita' La Sapienza di Roma, precisa: ''Dal 2004, anno in cui si e' cominciato a usare il botulino in Italia, non c'e' stato un caso legato alla tossina che non sia stato transitorio. Ogni anno si praticano 80 mila trattamenti, vale a dire 240 mila in tre anni: trenta 'reazioni avverse' non sono niente''. I problemi sono due. Il primo e' che la tossina botulinica e' autorizzata solo per ridurre le cosiddette ''rughe glabellari'', quelle che si formano tra le sopracciglia, ma viene largamente utilizzata anche per tutte le altre (quelle del collo, della fronte e quelle che spuntano ai lati delle labbra e attorno agli occhi). Questo tipo di impiego si chiama off-label ma - ed e' il secondo problema - potrebbe avere rischi e controindicazioni, perche' la tossina, una volta aggredito il muscolo colpevole della ruga (il ''muscolo bersaglio'') puo' infiltrarsi nei tessuti vicini: cosi' si passa dal formicolio alle dermatiti, ai gonfiori, agli edemi, alla debolezza muscolare e persino alla paralisi locale, con le palpebre che non si alzano e con l'incapacita' di parlare e masticare come prima. Disturbi temporanei ma fastidiosi. E a sentire l'Aifa potrebbero essersi verificati piu' di trenta volte, visto che - dicono in Agenzia - i medici, nonostante precise disposizioni in materia, non segnalano al Ministero tutti i casi di ''reazioni avverse''. ''Se si viola questo obbligo - spiega Scuderi - si puo' incorrere in sanzioni economiche e penali'' (anche su questo lavora Guariniello). ''La scorsa settimana - conclude il professore - l'Aifa ha diramato una circolare in cui diceva che il trattamento botulinico era sicuro'' anche se ne sconsigliava l'uso off-label, ''ma credo che i medici continueranno a farlo informando i pazienti, perche' e' sicuro''.