Nuove tecniche diagnostiche contro l’autismo. Pubblicato studio sul Journal of Psychiatry

GianMaria Di Nardo | 22/02/2012 15:12

A partire dai sei mesi di età, differenze strutturali significative a livello della struttura cerebrale evidenziano un alto rischio di sviluppare autismo. La notizia arriva da uno studio condotto dai ricercatori della università of North Carolina, Chapel Hill, basato su tecniche di imaging cerebrale.

La scoperta, che riveste un’importanza fondamentale, è stata portata avanti dal Dottor Jason J. Wolff, ricercatore presso il Carolina Institute for Developmental Disabilities (CIDD) e primo autore dello studio pubblicato sul Journal of Psychiatry,e rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di un biomarker in grado di quantificare il rischio di autismo, strumento la cui utilità sarebbe molto più elevata rispetto agli attuali mezzi diagnostici, in quanto in grado di diagnosticare la malattia in fase precoce. Inoltre, lo studio mette in evidenza che l'autismo non si manifesta improvvisamente nei bambini piccoli, ma si sviluppa nel tempo durante l'infanzia. Ciò risulta essere fondamentale, in quanto offre la possibilità di intervenire precocemente interrompendo, attraverso un intervento mirato, tale processo degenerativo. La ricerca ha previsto il reclutamento di 92 bambini con fratelli affetti da autismo e quindi considerati ad alto rischio. Sono stati esaminati durante lo studio 15 tratti di fibre cerebrali distinte, e sono state riscontrate significative differenze tra i bambini che hanno in seguito sviluppato la malattia rispetto a coloro che non l'hanno manifestata. In conclusione si può affermare che tale scoperta potrebbe aprire la strada a nuovi orizzonti per la diagnosi di una patologia che colpisce attualmente un numero sempre crescente di bambini.

Fonte: University of North Carolina

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