Somministrazione di ceftriaxone, probabile causa di ritenzione urinaria acuta. Pubblicato un nuovo caso clinico su Saudi Journal of Kidney Diseases and Transplantation

Medical Information Dottnet | 06/03/2012 09:53

Il Ceftriaxone, principio attivo antibiotico è in letteratura molto spesso associato a reazioni avverse come pseudolitiasi biliare e, raramente, a nefrolitiasi. Quando viene utilizzato in pratica clinica per neonati trattati con calcio per via endovenosa, ha mostrato un profilo di tossicità che si estende a livello polmonare e si è inoltre, dimostrato responsabile di calcificazioni renali.

Non c'è una spiegazionein letteratura che giustifichi l’eziopatogenesi della pseudolitiasi, e il meccanismodi formazione dei calcoli resta ancora sconosciuta. Nel lavoro scientifico coordinato dal dott. Akl KF, e recentemente pubblicato  è stato riportato il caso clinico di un bambino con ritenzione urinaria acuta (AUR), secondaria a terapia con ceftriaxone e sviluppatasi  il secondo giorno d’ospedale. Dagli esami clinici effettuati, si è visto che l'escrezione urinaria di acido urico è stata piuttosto elevata. E nel riscontro dell’anamnesi familiare si è osservata una precedente esperienza  di gotta e calcoli. Si è dunque concluso, che tali condizioni rappresentano una predisposizione agli eventi collaterali di urolitiasi o ritenzione urinaria acuta in pazienti in trattamento con ceftriaxone.

Bibliografia: Akl KF. Acute urine retention induced by ceftriaxone. Saudi J Kidney Dis Transpl.2011 Nov;22(6):1226-8.

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