Medicina territoriale, la Fimmg è pronta ad aprire gli studi anche nel fine settimana. Entro il 30 aprile il Patto per la Salute

Redazione DottNet | 23/02/2012 21:49

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Riorganizzare la medicina territoriale per disincentivare gli accessi inappropriati e dare risposte concrete al sovraffollamento dei Pronto Soccorso, sempre piu' soffocati da quasi 23milioni di accessi l'anno, dei quali pero' solo il 15% si tramutano poi in un ricovero. E' questo l'obiettivo del Governo, indicato dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che questa mattina ha rilanciato il progetto 'medicina 24 ore', "un'iniziativa che non nasce oggi - ha spiegato il ministro - ma che e' rimasta sempre un elemento del libro dei desideri. La speranza e' di arrivare in tempi molto brevi a chiudere finalmente questo capitolo per avere una medicina di base che sia davvero di base per tutti i cittadini".

La data da segnare in rosso e' il prossimo 30 aprile, termine ultimo per portare a casa il nuovo Patto per la Salute, al cui interno un tavolo tecnico e' dedicato proprio alla riorganizzazione delle cure primarie. Il progetto, in sintesi, prevede un percorso ampliato per la medicina di base che dovrebbe funzionare 7 giorni su 7, con ambulatori e studi medici aperti dalle 8 alle 20. Ma anche "regole operative" nei Pronto Soccorso per poter smaltire gli iper afflussi. E il "moderato ottimismo" del ministro trova un primo positivo riscontro nei medici di famiglia. "Da parte nostra nessun pregiudizio, siamo pronti ad aprire gli studi anche nel weekend", spiega Giacomo Milillo, presidente della Federazione dei Medici di medicina Generale (Fimmg), che avanza anche una tempistica: "in alcune realtà gia' succede - precisa - ma per la diffusione a regime il percorso e' lungo, ritengo che ci potrebbe volere circa 1 anno". Il modello di riferimento non sarebbe quello delle farmacie, aperte a turno a rotazione nel weekend, ma una serie di punti di riferimento stabili, per dare piu' certezze anche al cittadino. E sull'ipotesi di riforma arriva l'ok da parte dei medici della Cgil: "Il ministro Balduzzi ha centrato il problema puntando alla strutturazione dell'assistenza nel territorio 24 ore su 24. Solo cosi' si potranno rendere compatibili i diritti dei cittadini con la sostenibilità del sistema". Una bacchettata ai medici di famiglia arriva invece da Stefania Cortesi, da ben 32 anni guardia medica a Roma (II municipio), che prova a spostare il punto di vista: "dalla mia esperienza e da quello che mi raccontano i pazienti - spiega - uno dei problemi reali, quando si parla di cure primarie, e' legato alla mancanza di visite mediche a domicilio da parte dei medici di famiglia e alla loro difficile reperibilita' diurna".

Le Regioni sono pronte

Le Regioni sono pronte: il nuovo Patto per la Salute 2012-2015 deve essere siglato al piu' presto con il ministero della Sanita'. Oggi, dopo un faccia a faccia tra i governatori durato alcune ore, in seduta 'riservata', i presidenti delle Regioni hanno fatto il punto sulle questioni che il nuovo Patto dovra' affrontare: innanzitutto le cure primarie, con lo sviluppo di forme associative complesse; lo sviluppo delle reti che permettano una maggiore presa in carico dei cittadini, soprattutto con riferimento alla cronicità e alla non-autosufficienza; una forte integrazione con il sistema socio-sanitario; nuove regole per i piani di rientro delle Regioni in disavanzo per assicurane l'efficacia dal punto di vista della qualità dei servizi e del governo della spesa; la garanzia di investimenti adeguati per poter sostenere le innovazioni e l'ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie pubbliche. Soprattutto i presidenti sottolineano la necessita' di ''garantire un adeguato finanziamento per assicurare la sostenibilità dell'attuale sistema pubblico, pregiudicato dalle ultime manovre finanziarie''. ''L'universalità del servizio sanitario nazionale deve assicurare i livelli essenziali di assistenza (LEA), l'appropriatezza dei servizi resi e la garanzia dei relativi finanziamenti'', ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, secondo il quale questi punti ''sono fondamentali, ma il nostro giudizio sulle manovre che si sono susseguite e' che non si consente di corrispondere pienamente a questi obiettivi''. Giudizio sul quale concordano anche gli altri governatori: ''Siamo ad un punto in cui la sanità pubblica è in estrema difficoltà'', ha osservato il presidente della Liguria, Claudio Burlando. ''Il problema rimane la previsione dei tagli che, per le Regioni, non sono sostenibili", gli ha fatto eco il presidente della Basilicata, Vito De Filippo. Lo stesso ministro della Salute, Renato Balduzzi, sembra comunque essere pienamente consapevole del problema. ''Sono insostenibili nuovi tagli alle risorse in Sanità - ha detto oggi, intervistato da Radio Vaticana - questo e' un sistema di risorse già limitate, sotto il quale io non credo che si possa andare, perché altrimenti davvero potrebbero esserci dei problemi per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale".Tra le richieste delle Regioni, quella di prevedere nuove regole per i piani di rientro di quelle in disavanzo sanitario.Nei giorni scorsi il presidente del Lazio, Renata Polverini, aveva sottolineato come il piano di rientro "troppo rigido" ha creato un problema nella gestione dei pronto soccorso degli ospedali. ''Se si va avanti così tutte le Regioni entreranno in piano di rientro. Ma i servizi sanitari chi li assicurerà?'', si e' chiesto su Facebook il governatore dell'Abruzzo, Giovanni Chiodi. ''Dobbiamo tenere insieme la riorganizzazione della sanita' avendo ben presente la qualita' dei servizi e il governo della spesa. Se non c'e' questa sintesi il problema non viene risolto, anzi viene reso piu' acuto'', ha sottolineato oggi Errani. Il nuovo Patto dovra' affrontare altri due temi fondamentali: il primo e' l'aggiornamento dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza: ''l'ultima versione è composta da circa seimila prestazioni, applicando il criterio dell'appropriatezza e con un lavoro di cesello facciamo uscire quelle oramai obsolete, ma entrano nuove cure per le malattie rare, la tutela della disabilità e l'epidurale", aveva detto giorni fa il ministro. Il secondo riguarda i ticket. ''Bisogna rivedere il sistema dei ticket e delle esenzioni'', ha piu' volte sostenuto Balduzzi, secondo il quale "bisognerà poi prevedere più fasce di reddito calcolate in base alla composizione del nucleo familiare, considerando non solo il numero di componenti ma anche la presenza di anziani o disabili". Per Errani, ''vanno trovati strumenti intelligenti che vadano oltre la dichiarazione dei redditi e tengano presente il numero del nucleo familiare.Soprattutto, non bisogna puntare a fare cassa ma assicurare appropriatezza ed equità". I primi giorni di marzo le linee di indirizzo messe a punto oggi dalle Regioni saranno confrontate con lo stesso ministro della Salute per cercare di arrivare a siglare il nuovo 'Patto'.