Il rene diventa una spia delle malattie cardiovascolari

Nefrologia | Redazione DottNet | 23/02/2012 21:56

Il rene come spia del rischio cardiovascolare e' una delle novita' di cui discutono a Genova medici e ricercatori di tutto il mondo riuniti per l'undicesimo congresso internazionale su ipertensione, diabete e malattie renali. Promosso dalla societa' italiana di nefrologia e dall' Universita' degli studi di Genova, il congresso manda ai medici e alla popolazione l'invito a fare molta prevenzione, usando tra l'altro il rene come spia nella diagnosi.

''Ipertensione arteriosa e diabete mellito - ha detto il professor Pontremoli, del Comitato scientifico - sono patologie croniche tra le piu' diffuse e in Italia colpiscono il 35% e il 6-8% della popolazione diventando i principali fattori di rischio per lo sviluppo della malattia renale cronica. Questa colpisce il 10% degli italiani e aumenta il rischio di problemi cerebro e cardiovascolari''. ''Oltre all'adozione di regimi di vita e dietetici corretti, e' necessario che i soggetti a rischio, gli anziani ed i pazienti con diabete, obesita' o ipertensione si sottopongano a periodici controlli della funzione renale'' ha detto il professore Giacomo Deferrari, rettore dell'Universita' di Genova. E' emerso da una ricerca che alterazioni renali anche lievi ed asintomatiche come la presenza di microalbuminuria consentano di individuare facilmente i pazienti con ipertensione a piu' elevato rischio di sviluppare ictus e/o infarto miocardico. ''E' sempre piu' necessaria - ha detto Pontremoli - una sempre maggiore e aggiornata preparazione dei medici per una adeguata prevenzione e per una appropriata terapia''.

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