Di tumore al seno si sopravvive: in Italia la percentuale più alta. Diventa mamma di due gemelle dopo il cancro

Oncologia | Redazione DottNet | 26/02/2012 12:20

In Italia, a 5 anni dalla diagnosi, sopravvive l'87% delle donne colpite da tumore al seno. Una percentuale tra le piu' alte in Europa che consente ai medici a allargare lo spettro dell'attenzione anche alle fasi pre e post malattia. ''Il passaggio della donna da 'cancer-patient' a 'cancer-survivor', orienta l'intervento del terapeuta al recupero della vita della paziente nella sua completezza'', afferma Patrizia Vici, oncologa dell'Istituto Regina Elena, tra gli organizzatori di un incontro dedicato all'analisi dei fattori di rischio, alla prevenzione farmacologica (fasi pre-malattia) e alla preservazione della fertilita' (post-malattia).

Gli esperti riunitisi a Roma hanno sottolineato l'importanza dei fattori di rischio, dai difetti genetici, alle stimolazioni ormonali ripetute per indurre gravidanza, all'impiego di ormoni per alleviare i disturbi legati alla menopausa e anche della prevenzione farmacologica che sta riscontrando un notevole interesse. Questo trattamento che consiste nel somministrare agenti ormonali specifici come il Tamoxifene, sarebbe indirizzato alle pazienti a rischio di sviluppare un tumore prima che la neoplasia si manifesti. Quanto alla fase post malattia, per la valutazione della fertilita' all'Ire ''e' gia' divenuta operativa la valutazione plasmatica di due ormoni, inibina B e ormone antimulleriano che permetteranno una migliore valutazione della fertilita''', fa sapere Ruggero De Maria, direttore scientifico dell'Ire. Sempre in tema fertilita' ''sono da definire - evidenzia Enrico Vizza, responsabile della ginecologia oncologica dell'Ire e della Banca del Tessuto Ovarico della Regione Lazio - metodiche emergenti come il trapianto di tessuto ovarico''.

Un cancro al seno che l'ha resa pressoche' sterile ma dal quale e' guarita, ed un grande sogno che diventa realta' grazie agli ultimi progressi della scienza: quello di diventare madre, ed in questo caso di due gemelle. E' la storia di una donna emiliana di 39 anni. Divenuta sterile dopo una neoplasia mammaria ormono-sensibile, la donna ha dato alla luce due gemelle dopo essere stata sottoposta a stimolazione ovarica per procreazione medicalmente assistita. E' la prima volta che accade in Italia per questa 'categoria' di pazienti. Madre e bimbe, assicurano i medici, godono di ''ottima salute''. L'annuncio e' stato dato da Eleonora Porcu, responsabile del Centro per la procreazione medicalmente assistita del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, in occasione del Convegno di Medicina della Riproduzione, in corso ad Abano terme, presieduto dal presidente della Societa' di andrologia e medicina della sessualita' (Siams) Carlo Foresta. ''La paziente, anni addietro - racconta Porcu - era stata colpita da una forma di neoplasia mammaria ormono-dipendente; sottoposta a cure chemioterapiche e dagli oncologi dichiarata guarita, ha espresso il desiderio di diventare madre. Dopo due anni di tentativi falliti per via naturale, la signora si e' rivolta al nostro Centro per la Procreazione medicalmente assistita''. La novita' deriva dal fatto che ''finora - spiega l'esperta - la stimolazione ovarica, e quindi la fecondazione assistita, in pazienti che hanno superato il cancro ormono-dipendente non era mai stata fatta per il rischio di stimolare una recidiva della patologia''. In questo caso - primo in Italia - dopo un attento consulto con l'oncologo e in tutta sicurezza, si e' invece proceduto, ''utilizzando - precisa Porcu - un protocollo che prevede l'impiego di letrozolo, della famiglia degli inibitori dell'aromatasi, un farmaco che mantiene bassa la crescita degli estrogeni''. La donna ha risposto bene alla terapia, e gli esperti hanno quindi inseminato gli ovociti e trasferito due embrioni che si sono impiantati entrambi al primo tentativo. Grazie a questa nuova tecnica, dunque, si apre una speranza concreta per le tantissime donne che vengono colpite da cancro al seno ormono-sensibile e che desiderano diventare madri una volta guarite: ''Si tratta di una forma di cancro al seno molto diffusa - afferma Porcu - e questo nuovo protocollo, usato per la prima volta, offre speranze concrete di realizzare il sogno della maternita' anche a queste donne. Nel nostro centro - aggiunge - sono gia' varie le pazienti che chiedono di sottoporsi a questo nuovo trattamento''. L'aspetto di svolta, precisa Foresta, e' che e' stato messo a punto ''un trattamento che in pratica impedisce gli effetti negativi delle stimolazioni ormonali sul tumore''. Piu' in generale, conclude l'esperto, ''va detto che dalla scienza arrivano grandi segnali di speranza per i tanti pazienti affetti da tumori: vari studi dimostrano, infatti, come riacquistare la fertilita' sia possibile anche dopo un tumore che ha reso sterili''.

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