Il Governo è favorevole all’introduzione del farmaco monodose: sprecati ogni anno 4 miliardi di medicinali. Le aziende svizzere prenderanno provvedimenti nei confronti dei paesi morosi: 15 miliardi i debiti

Redazione DottNet | 27/02/2012 20:58

Il governo avrebbe detto di essere favorevole alla richiesta del Terzo Polo di introdurre confezioni di farmaci monodose. Lo riferisce Mario Baldassarri dopo un incontro con il Governo. Baldassarri ricorda che ogni anno vengono sprecati medicinali per 4 miliardi e che tale somma potrebbe andare per il 50% alla ricerca farmaceutica. Lo riferisce ai cronisti il senatore del Fli Mario Baldassarri al termine di un incontro con i sottosegretari Claudio De Vincenti, Antonio Malaschini e Guido Improta.

 "Proponiamo di introdurre la tecnica dei farmaci mono dose: il medico che fa la prescrizione per dose e non per scatole", dice Baldassarri spiegando che la proposta ha lo scopo di ridurre i rimborsi del Sistema sanitario nazionale facendo diminuire l'acquisto di farmaci che poi vengono consumati solo in parte. "Stiamo buttando quattro miliardi l'anno che potrebbero essere risparmiati. Le case farmaceutiche non ci perdono a meno che non ammettano di guadagnare sugli sprechi", spiega il senatore. Ai cronisti che chiedono se il Terzo polo abbia l'appoggio del governo, Baldassarri risponde: "Vi sto dicendo le cose su cui le loro posizioni coincidono con le nostre". “Mediamente ogni famiglia – dice il senatore Giuseppe Valditara, primo firmatario dell'emendamento presentato dal Terzo Polo al decreto  liberalizzazioni- ha in casa una giacenza di 200 euro annui di farmaci inutilizzati: grazie a questa norma il cittadino non sarà più costretto ad acquistare l'intera scatola ma unicamente le doti indicate nella posologia dal medico, percependo un immediato risparmio per sé e per la spesa farmaceutica pubblica. Come da emendamento si è richiesto peraltro che il 50% dei risparmi derivanti dall'applicazione di questa norma di buon senso venga destinato esclusivamente alla ricerca nel campo farmaceutico, incentivando un settore come quello della ricerca fondamentale per lo sviluppo del Paese", conclude Valditara. 

Provvedimenti contro i paesi morosi

I continui ritardi nei pagamenti da parte dei paesi piu' colpiti dalla crisi potrebbe portare le maggiori aziende farmaceutiche svizzere a prendere provvedimenti contro i paesi 'morosi'. Si calcola che il debito complessivo in Europa nei confronti delle aziende del farmaco sia di 15 miliardi di euro. Lo afferma una portavoce di Novartis al sito Swissinfo.ch.  "La crisi finanziaria e il suo peso sulla crescita dell'economia continuano ad avere un impatto su molti paesi, soprattutto in Europa - spiega Isabel Guerra - e la crisi del debito ha anche aumentato le preoccupazioni che qualche paese non riesca piu' a pagare per i nostri prodotti. Le condizioni economiche hanno portato, e potrebbero continuare in futuro, ad un incremento nel tempo medio necessario a ricevere i pagamenti, e potrebbero richiedere in futuro una rivalutazione della possibilita' di pagamento di questi crediti".  Secondo le cifre dell'associazione europea dei produttori di farmaci il debito totale dei paesi europei e' di circa 15 miliardi di euro. Solo la Roche, spiega un portavoce dell'azienda, che nei mesi scorsi ha ridotto le forniture alla Grecia al sito, deve ricevere da Spagna, Italia, Grecia e Portogallo 1,7 miliardi di euro. La Spagna, secondo le cifre riportate, e' il paese con un debito piu' pesante verso le aziende: nel 2011 e' cresciuto del 36%, e i tempi di pagamento medi sono di 525 giorni che arrivano anche a 800: "L'azienda sta mettendo a punto piani di contingenza per facilitare i pagamenti - spiega Guerra - che vanno dal factoring alle polizze di assicurazione".

La posizione del Gruppo Roche


Il Gruppo Roche sta valutando attentamente la situazione nei Paesi del Sud Europa (innanzitutto in Spagna, Italia e Portogallo) relativamente ai debiti contratti da numerose strutture ospedaliere pubbliche ma non previsto nessun blocco delle forniture in Italia.  Roche, in una nota dove spiega le valutazioni dell'azienda alla luce dei problemi di crediti non incassati, riferisce di essere ''in contatto con gli enti interessati in ogni Paese per valutare soluzioni reciprocamente accettabili riguardo al debito contratto da tali strutture, per garantire un flusso continuo dei medicinali ad ospedali e pazienti. Le forniture ai grossisti, alle cliniche private, alle farmacie e agli ospedali pubblici che hanno saldato le fatture insolute, continueranno normalmente''.  Per quanto riguarda l'Italia, ''la politica sul recupero dei crediti e' in atto ed e' valutata regolarmente. Nessuna nuova politica commerciale e' stata implementata nei riguardi degli ospedali pubblici. Nel nostro Paese Roche S.p.A. registra un'esposizione di credito pari a quasi il 50% del fatturato annuo e si confronta con punte di ritardo nei pagamenti da parte delle strutture ospedaliere pubbliche pari a oltre a 24 mesi''. Le problematiche del settore farmaceutico in Italia sono, inoltre, secondo l'azienda ''aggravate dai noti problemi dei tempi di latenza per la messa a disposizione a livello nazionale e regionale dei farmaci: il tempo medio che intercorre tra l'approvazione EMA e la delibera AIFA e' oggi di 12,7 mesi, con punte anche di 15 mesi. Analizzando, poi, i tempi di latenza per la messa a disposizione a livello regionale dei farmaci dopo tali approvazioni, si rileva in media un ulteriore ritardo di 266 giorni (dato Farmindustria) con punte anche molto piu' alte''. 

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