Infezione da Herpes virus di tipo 2: confronto tra terapia a dosi standard e a dosi elevate. Pubblicati sul The Lancet tre studi randomizzati e in cross-over

Medical Information Dottnet | 27/02/2012 15:29

Il virus dell’herpes simplex di tipo 2 (HSV-2) provoca nell’organismo che lo contrae un’infezione da riattivazione episodica. Per decenni, i farmaci antivirali sono stati utilizzati per trattare o prevenire episodi frequenti con sintomatologia dolorosa. Una questione in sospeso rimane il perché questi farmaci, nonostante l’assunzione ad alte dosi, non siano in grado di sopprimere la trasmissione del virus. A al proposito sono stati effettuati tre studi clinici in cross-over, successivamente pubblicati sul The Lancet, con l’obiettivo principale di valutare l’effetto dei farmaci anti-herpes nel trattamento e nella trasmissione dell’HSV-2 genitale. I ricercatori della University of Washington Virologia Research Clinic presso cui sono stati eseguiti i tre studi, hanno valutato: l'efficacia di 400 mg di aciclovir assunto due volte al giorno, rispetto a nessun trattamento; di 500 mg di valaciclovir assunto una volta al giorno rispetto a 800 mg di aciclovir tre volte al giorno e della dose standard di valaciclovir rispetto a 1 g dello stesso farmaco tre volte al giorno, in pazienti risultati sieropositivi per HSV-2 e sieronegativi per HIV.

Il periodo di osservazione è durato 4 - 7 settimane, seguito da una settimana di wash-out, ed ha previsto il reclutamento di 113 partecipanti sottoposti quattro volte al giorno ad analisi di tamponi genitali, mediante HSV DNA PCR quantitativa. Complessivamente, sono stati raccolti 23.605 campioni, di cui 1.272 (circa il 5,4%) HSV-positivi. I risultati sono stati eloquenti:
• La frequenza di trasmissione dell’HSV è stata significativamente maggiore nel gruppo di controllo (n = 384, 18,1% dei tamponi) rispetto al gruppo sottoposto a dose standard di aciclovir;
• Alte dosi di aciclovir sono risultate associate ad una minore percentuale di trasmissione del virus rispetto alle dosi standard di valaciclovir;
• La trasmissione è risultata meno frequente nel gruppo ad alto dosaggio di valaciclovir rispetto al gruppo sottoposto a dosaggio standard dello stesso farmaco;

•  Non sono state evidenziate significative differenze nel numero di episodi annuali tra la dose standard divalaciclovir (22,6) e la dose più alta di aciclovir (20,2, p = 0,54), e tra la dose standard di valaciclovir (14,9) e la dose più alta dello stesso farmaco ( 16,5, p = 0,34). Una differenza significativa è stata riscontrata tra il gruppo sottoposto a trattamento con  dosi standard di aciclovir e il gruppo di controllo.

•  Il tasso annuale di questi episodi era compreso tra 28,7 per nessun trattamento e 10 per la dose standard di aciclovir. Per le altre terapie il tasso di tali episodi era compreso tra 14,9 e 22,6.

• Tranne che per una maggiore frequenza di mal di testa in seguito all’assunzione di alte dosi di valaciclovir (n = 13, 30%), tutti i regimi sono stati ben tollerati.

In conclusione, la riattivazione subclinica delle infezioni da HSV genitale è un evento molto frequente, anche durante terapie con elevate dosi di farmaci antierpetici, così come la trasmissione dello stesso virus. Per sopprimere quest’ultima sarebbero necessarie terapie antivirali più potenti.

Bibliografia: Johnston C, et al "Standard-dose and high-dose daily antiviral therapy for short episodes of genital HSV-2 reactivation: Three randomised, open-label, cross-over trials" Lancet 2012; DOI: 10.1016/S0140-6736(11)61750-9.

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