Fda, i farmaci anticolesterolo possono causare il diabete

Redazione DottNet | 29/02/2012 20:53

Rischio diabete con i farmaci anticolesterolo. L'allarme e' stato lanciato in Usa dalla Food and Drug Administration (FDA) e riguarda quella classe di farmaci anticolesterolo chiamati 'statine'. L'ente americano che si occupa della sicurezza alimentare e medica ha messo in guardia i pazienti che assumono regolarmente statine sui rischi di un aumento del livello di zuccheri nel sangue, quindi del diabete. L'Fda intende aggiungere 'rischio diabete' sotto la voce 'Attenzione e precauzioni' delle etichette delle statine, tra queste ci sono farmaci popolari come Lipitor, Lescol, Zocor e Mevacor, che da anni vengono assunti da decine di milioni di persone per prevenire gli infarti, ischemie e disturbi cardiovascolari.

 Inoltre, sempre secondo l'Fda le etichette delle statine devono contenere informazioni riguardanti pazienti che hanno sperimentato perdita di memoria e stato confusionale. La misura precauzionale da parte dell'Fda e' conseguente ai risultati di una ricerca pubblicata nel 2010 dalla rivista medica 'The Lancet', che prendeva in considerazione un campione di oltre 90mila pazienti. Secondo i ricercatori la terapia con statine e' associata ad un leggero incremento del rischio di sviluppare il diabete. Tuttavia il rischio e' basso sia in termini assoluti sia se paragonato alla riduzione di casi coronarici. Nessun commento per ora da parte della casa farmaceutiche. Fa discutere l'allarme lanciato in Usa dalla Food and Drug Administration (Fda) sul rischio diabete per chi assume statine, i farmaci anti-colesterolo assunti da milioni di americani e italiani, e non solo. E' il presidente della Societa' italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), Bruno Trimarco, a sostenere che questo rischio "e' tutto da dimostrare", citando uno studio su 10 mila pazienti del suo ambulatorio, in fase di pubblicazione, secondo il quale e' il particolare profilo metabolico di chi assume statine, e non l'assunzione del farmaco, ad aumentare il rischio. "Bilanciare il rapporto costo/beneficio" dell'uso delle statine e' invece la parola d'ordine di Stefano Del Prato, presidente della Societa' italiana di diabetologia, secondo il quale quello di contrarre il diabete "e' un rischio che si puo' correre, visto che questi farmaci riducono notevolmente il rischio cardiovascolare".  A chiedere maggiori approfondimenti in materia e' Trimarco. "L'allarme dell'Fda - precisa - nasce probabilmente da uno studio pubblicato quest'anno su Archives of Internal Medicine e condotto su donne, secondo il quale il rischio di diabete a 8 anni per chi non prendeva le statine era del 6,4%, tra chi le prendeva del 9,9%, con un aumento quindi del 50%. E' possibile che il gruppo che prendeva le statine avesse una configurazione metabolica diversa. Questa e' la verosimile conclusione di uno studio condotto nel nostro ambulatorio: i pazienti trattati con statine hanno si' una maggiore incidenza del diabete, ma questo verosimilmente e' legato al particolare profilo metabolico che rende piu' facile lo sviluppo del diabete".  "In attesa di dati scientifici piu' certi - osserva Trimarco - credo che per i pazienti con elevato rischio cardiovascolare il rischio diabete dovuto alle statine sia piu' che giustificato. Anche se l'incremento del rischio e' notevole, e' compensato da una protezione cardiovascolare altrettanto notevole". Solo in America, ha ricordato il presidente della Siprec, prende le statine il 20% degli 'over 25' e i numeri sono elevati anche in Italia dove pero', ad un anno dell'inizio della terapia, solo il 50% la prosegue. Secondo i dati di Iss e Aifa, le statine, nell'ambito dei farmaci, sono in Italia il sottogruppo a maggior spesa (17,7 euro pro capite) con un aumento dell'11,5% delle dosi e del 7,2% della spesa. Dati rilevanti e potenzialmente ancora piu' importanti se si considera che, secondo Trimarco, su 100 pazienti solo il 50% proseguiva la terapia a distanza di un anno, il 30% ne aveva presa solo una confezione e il 20% aveva interrotto la terapia nel corso dell'anno.  Secondo il prof. Stefano Del Prato, presidente della Sid, "il rischio diabete per le statine e' moderato, e si puo' correre se si considerano i loro benefici. La causa principale del diabete - fa notare - non e' l'uso delle statine, ma l'aumento del peso corporeo, seguito dall'uso eccessivo di alimenti ipercalorici e ricchi di grassi, di bibite gassate e dolcificate e da una ridotta attivita' fisica. Le statine, certo, hanno effetti indesiderati e l'uso deve essere appropriato quando il rischio cardiovascolare ecceda tli altri rischi". Del Prato conclude sottolineando che deve essere "il medico, nell'ambito dell'esame del quadro generale del paziente a cui sono state prescritte statine, a valutare i rischi di sviluppare determinate patologie".

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