Specializzandi, la seconda sezione civile del tribunale di Roma impone il pagamento di ventidue milioni di euro a cinquecento medici che avevano fatto ricorso

Professione | Redazione DottNet | 01/03/2012 10:09

Lo Stato dovra' dare circa 22 milioni di euro a cinquecento medici specializzati. Lo ha stabilito oggi la II sezione civile del Tribunale di Roma che ha accolto il ricorso presentato dai camici bianchi, assistiti dal Codacons. I medici chiedevano il pagamento loro dovuto per aver frequentato i rispettivi corsi di specializzazione. Nella sentenza il tribunale scrive che la ''Repubblica italiana è condannata al pagamento in favore degli attori della somma di 11.103,82 euro per ogni anno del corso di specializzazione, oltre interessi dalla domanda''.

''Ora lo Stato - spiega in una nota il Codacons - dovrà versare ai medici circa 22 milioni di euro; se entro 120 giorni dalla decisione dei giudici tali somme non saranno state accreditate agli aventi diritto, non esiteremo a chiedere il pignoramento dei beni della Presidenza del Consiglio, compresa la poltrona del premier Mario Monti''. L'associazione dei consumatori, infine, annuncia che è gia' iniziata la raccolta di adesioni ''per un nuovo mega ricorso dei medici specializzati ammessi alle scuole di specializzazione tra gli anni 1983 e 1991, che non hanno ricevuto alcun compenso, nonostante una direttiva della Comunita' europea preveda per i medici specializzandi il pagamento di adeguata remunerazione''.

La Cassazione

Come si ricorderà la Cassazione aveva ripristinato il diritto al risarcimento per gli ex specializzandi degli anni ’83-91 con una sentenza di due mesi fa: "la sentenza della Cassazione del 19 gennaio 2012 stabilisce che la riduzione della prescrizione a 5 anni, contenuta nella legge di stabilità, ha efficacia dal 1 gennaio 2012 e pertanto non è retroattiva. Sono così salvi i diritti al risarcimento  di migliaia di medici che nel corso degli anni hanno presentato i ricorsi. Vale infatti la prescrizione di dieci anni a partire dalla data del 27 ottobre 1999, così come stabilito da precedenti pronunciamenti della stessa Cassazione". "Viene così vanificato il tentativo di compromettere il diritto al giusto risarcimento dei medici. Avevamo immediatamente denunciato il trucco - affermava per l'occasione Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil medici della medicina convenzionata - e promosso emendamenti soppressivi della norma. Questo subdolo sotterfugio, tipico di una vecchia politica arrogante, non poteva funzionare. I fatti danno ragione alla Fp Cgil Medici". "Adesso - ave aggiunto Massimo Cozza, segretario nazionale del sindacato - si ponga fine a un contenzioso pluridecennale, riconoscendo i diritti sanciti dall’Europa ai medici pubblici già duramente colpiti dalle manovre". La sentenza del tribunale di Roma è solo un primo passo.

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