Per la non autosufficienza funziona solo il Nord. In Campania boom d’invalidità

Redazione DottNet | 04/03/2012 12:30

sanità-pubblica welfare invalidità

L'1,9% del Pil nazionale, una cifra vicinissima a 30 miliardi di euro, viene destinata al 'Long term care', l'insieme delle cure per i 4,1 milioni di italiani disabili e non autosufficienti (2,6 milioni hanno piu' di 65 anni). Questa cifra e' pero' spesa male e mal distribuita perche' persistono ''troppe evidenti differenze tra le Regioni in termini di strutture e di prestazioni erogate''. E' quanto osserva un dossier anticipato da Quotidiano Sanita'. Gli oltre 4 milioni di persone disabili o non autosufficienti soffrono di artrosi e artrite (23%), ipertensione arteriosa (16%), osteoporosi (7%), diabete (6%), bronchite cronica ed enfisema (6%), depressione e cataratta (ambedue 5%).

 L'assistenza loro dedicata si declina in sei tipologie: ospedaliera di lungodegenza, domiciliare integrata, domiciliare sociale (erogata dai Comuni), servizi residenziali (Rsa) e semiresidenziali (centri diurni), indennita' di accompagnamento e assegni di cura e agevolazioni fiscali ed esenzioni. La disparita' e' evidente se si considera la distribuzione dei posti letto nelle strutture semiresidenziali. In Italia sono 45.549 e si trovano in gran parte al Nord: 14.312 in Lombardia, seguita dai 9.119 del Veneto e dai 7.401 dell'Emilia Romagna. Il Lazio ne ha 1.492, la Campania 1.222, la Calabria 229 e la Basilicata 70. Quanto ai posti letto per anziani, in totale ne esistono 12.653 ma sono distribuiti in sole 13 Regioni. Sei Regioni e le 2 Provincie autonome sono completamente sfornite. Esistono poi 201.108 posti letto nelle strutture residenziali, di cui 65.293 in Lombardia, 6.873 nel Lazio, 1.695 in Calabria fino ai 60 del Molise. L'unico settore assistenziale dove e' il Sud a primeggiare e' quello delle invalidita' civili e delle indennita' di accompagnamento. La media italiana si attesta a 7,8 beneficiari per 1.000 abitanti. Tutte le Regioni meridionali superano questa soglia con le punte massime in Sardegna (12,6), Calabria (11,7), Sicilia (10,8) e Campania (10,4).