Pd e Udc, la medicina di genere va potenziata: più attenzione alle donne. Che cosa ne pensate?

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 13/03/2012 08:34

Il governo ''potenzi la medicina di genere per piu' attenzione alle donne: Chiediamo al governo di inserire il sostegno della medicina di genere, con adeguate risorse, tra gli obiettivi del prossimo piano sanitario nazionale''. Lo ha detto Luciana Pedoto del Pd, durante la discussione generale della mozione sulla medicina di genere oggi alla Camera. ''In campo sanitario - sottolinea Pedoto - devono essere tenute in conto le differenze che ci sono tra donna e uomo, in particolare anche per quanto riguarda l'uso e le reazione ai farmaci.

Deve essere anche rifinanziato il progetto di ricerca presso l'Istituto superiore di Sanita' che aveva proprio lo scopo - conclude - di approfondire le implicazioni della medicina di genere''.Una mozione per rilanciare la medicina di genere, ovvero un'area di ricerca che indaga sulle relazioni tra l'appartenenza al genere sessuale e l'efficacia delle terapie nel trattamento di determinate patologie. A questo proposito, Paola Binetti (Udc) ha presentato una mozione alla Camera. ''Concentrarsi ed investire sulla medicina di genere e' un modo per dare concretezza al concetto di centralita' del paziente nella ricerca e messa a punto di trattamenti efficaci e innovativi per la tutela della salute; la cura personalizzata e' uno degli obiettivi della medicina del terzo millennio, che necessariamente deve considerare le categorie di pazienti prima di arrivare alla singola persona'', afferma l'esponente centrista. In particolare, sottolinea, ''e' necessario un maggior impegno nel curare le malattie delle donne e nell'organizzare la sanita' con un approccio piu' femminile''. Nella mozione, si impegna il governo: ''a incentivare un nuovo approccio scientifico al genere, che si traduca in una ricerca biomedica sempre piu' capace di indagare la complessita' biologica della differenza di sesso; a garantire per quanto di competenza la necessaria attenzione alla differenza con cui i due generi sono interpretati nell'organizzazione sanitaria, per evitare diseguaglianze che ricadono sulla sofferenza dell'individuo e sui costi della sanita'; ad avviare campagne di sensibilizzazione organizzate a livello nazionale in collaborazione con tutte le regioni e atte a diffondere i benefici della medicina di genere; a promuovere l'inserimento, all'interno dei corsi di laurea e delle scuole di specializzazione, della medicina di genere; a promuovere, nell'ambito del servizio sanitario nazionale, l'istituzione di adeguate strutture medico-scientifiche atte a garantire le peculiarita' delle donne e degli uomini, abbattendo le barriere che impediscono la riduzione degli ostacoli all'uguaglianza di genere nell'erogazione dei servizi''.

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