Privacy: le conseguenze della manovra Monti

Previdenza | Giovanni Vezza | 13/03/2012 15:32

La manovra economica del Governo Monti (D.L. 6 dicembre 2011, n. 201) ha prodotto i suoi effetti anche in materia di privacy. Infatti, il citato decreto legge all’art. 40, comma 2, prevede l’esclusione dalla protezione dei dati personali delle persone giuridiche che , quindi, non rientrano più nel novero dei “soggetti interessati”. In questo modo si completa quell’operazione restrittiva che già era iniziata con il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, dove era stato escluso dall’applicazione del Codice il trattamento dei dati personali relativi a persone giuridiche, imprese, enti o associazioni effettuato nell'ambito di rapporti intercorrenti esclusivamente tra i medesimi soggetti per finalità amministrativo – contabili.

In effetti in molti paesi europei, già da tempo, il dato personale degno di tutela è sempre stato inteso  come quello delle persone fisiche, preoccupano però le modalità e le finalità di tale nuovo provvedimento. Innanzitutto le persone giuridiche non sono state escluse del tutto dalle tutele previste dal Codice, difatti il telemarketing su elenchi continua ad essere tutelato, nel senso che la lettera f) dell'art. 4 comma 2 del Codice privacy, che definisce il concetto di "abbonato", è l'unica parte a non essere modificata e la persona giuridica continua a rientrarvi. Di conseguenza anche il regime di opposizione e di iscrizione nel registro continuerà ad applicarsi alle persone giuridiche (art. 129 e 130 comma 3-bis). Ma c’è da fare anche un’ulteriore riflessione: se lo scopo di questa disposizione è quello di ridurre gli oneri per le imprese, credo che la portata di questa norma sia piuttosto limitata poiché allo stato attuale, rimane (e non potrebbe essere altrimenti) l’obbligo per le imprese di rispettare tutte le misure di sicurezza previste dal Codice e di adottare tutti gli accorgimenti ed adempimenti previsti dalla normativa a tutela delle persone fisiche. Quello che realmente preoccupa è che, in tale ottica, si stia cercando di portare avanti una lenta ed inesorabile operazione di scardinamento delle norme sulla privacy nel nostro paese che potrebbe portare ad altre importanti novità (come l’eliminazione del Documento programmatico sulla Sicurezza ed altro) che metterebbero seriamente in pericolo l’effettiva vigenza del Codice per la protezione dei dati personali. Per questi motivi si attende un’energica presa di posizione del Garante che dovrebbe almeno tentare di porre dei paletti precisi a simili iniziative.

Fonte: Legge 22 dicembre 2011 n. 214, pubblicata in G.U. del 27 dicembre 2011

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