Foresti (Assogenerici): ci sarà il rischio dell’uso strumentale della non sostituibilità da parte del medico

Farmaci | Redazione DottNet | 14/03/2012 17:16

La norma sui farmaci generici contenuta all'interno del decreto legge sulle liberalizzazioni, seppur "addolcita, è ancora buona, il problema sarà capire se i medici rispetteranno le direttive ricevute". Così il presidente di AssoGenerici, Giorgio Foresti torna sulla norma contenuta nel dl del Governo ora in discussione alla Camera. "L'idea iniziale, e direi saggia, di rendere obbligatorio il farmaco generico è stata un po' male interpretata da parte del medico che si è sentito privato della propria libertà prescrittiva - spiega in proposito Foresti - io credo in ogni caso che la norma, così come è stata reimpostata, sia altrettanto valida, certo bisognerà vedere quale sarà la risposta del medico, ovvero se la applicherà".

Il dubbio del presidente di AssoGenerici, è infatti quello che "ci possa essere un utilizzo magari strumentale della 'non sostituibilità', per essere di nuovo radicati sul concetto del brand. Vedremo se questo succederà - conclude Foresti - e se i cittadini italiani risparmieranno quei 600 milioni l'anno che oggi spendono senza motivo per prendere i farmaci 'brand'".

In calo i prezzi dei farmaci in Italia

Foresti parla anche del calo dei prezzi dei medicinali, come ha rilevato l'Ista:  "Leggo con interesse quanto affermato dal Presidente di Farmindustria in merito ai dati diffusi dall'Istat sull'andamento del prezzo al consumo dei prodotti farmaceutici - dichiara Foresti - tuttavia ci si dimentica che l'impulso alla diminuzione dei prezzi e' sempre stato generato dalla sana concorrenza dei medicinali generici". Per il presidente di Assogenerici "e' inoltre ingiusto porre sullo stesso piano l'intero settore farmaceutico quando si parla di riduzioni del prezzo o addirittura di ripiano della spesa farmaceutica, considerato che solo qualche settimana fa' le nostre aziende sono state chiamate a ripianare oltre il 17% del valore dello sfondamento della spesa territoriale 2010 a carico dell'industria, pur coprendo solo il 7% del mercato". In ogni caso, prosegue Foresti, "ben venga la proposta del Presidente di Farmindustria di reinvestire in accesso e remunerazione dell'innovazione i risparmi derivanti dall'incremento dell'uso dei farmaci generici, ma - conclude - e' ora di smettere di boicottare in maniera costante ogni tentativo di liberalizzare il mercato farmaceutico".

 

Il mercato mondiale

India, ma anche Thailandia, Brasile e Cina: sono i grandi paesi in via di sviluppo dove fiorente e' il mercato dei farmaci generici e che da tempo lottano per tutelare il diritto alla salute oltre i monopoli e brevetti delle grandi multinazionali. Uno dei casi più recenti è quello del Brasile, che ha iniziato a distribuire, dall'anno scorso, nelle cosiddette ''farmacie popolari'' farmaci contro il diabete e l'ipertensione prodotti dall'industria farmaceutica statale. L'unica condizione per poter ricevere i farmaci è presentare una ricetta medica valida e aggiornata in una delle farmacie che partecipano al programma governativo ''Farmacia Popolare''. Altro caso è quello della multinazionale farmaceutica Novartis, che ha fatto causa al governo indiano per la sua legge sui brevetti dei farmaci, secondo cui una nuova formula di un medicinale noto può essere brevettata solo se si dimostrano significativi miglioramenti nell'efficacia terapeutica rispetto al medicinale già in commercio. La Novartis ha citato il governo indiano nel 2006, dopo che questo aveva rifiutato la concessione di un brevetto sul Imatinib Mesylate, un farmaco oncologico. Dato che l'Imatinib Mesylate è una forma salina dell'Imatinib, il farmaco originale, la richiesta è stata respinta. Ma per la Novartis ''l'azione legale intrapresa in India è finalizzata al riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale, e non riguarda l'accesso ai farmaci nei Paesi più poveri''. Tra il 2011 e 2012 molte aziende farmaceutiche hanno perso e perderanno la protezione brevettuale, aprendo così il mercato alle industrie di generici di India e Cina. Tra i medicinali in questione c'è il Lipitor, farmaco anticolesterolo della Pfizer, per cui un'azienda indiana di generici ha avuto l'approvazione dall'ente regolatorio dei farmaci statunitense Fda a vendere la versione generica negli Usa.

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