Smi, le regioni blocchino la ricetta elettronica

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/03/2012 19:54

''Diffidiamo tutte le Regioni, in particolare quelle in Piano di rientro e quindi compresa la Campania, dal passare al sistema della ricetta elettronica finche' questo significhera' un aumento di costi e un aumento del lavoro per i medici di base''. A dirlo e' il vicesegretario nazionale del Sindacato medici italiani (Smi), Luigi De Lucia, al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e al ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenuti oggi a Napoli a un convegno sul cancro.

''Chi si dovra' fare carico delle spese per passare alla ricetta elettronica? - domanda polemicamente De Lucia - In mancanza di un impegno regionale saranno proprio i medici di medicina generale a dover colmare questa lacuna e noi dello Smi siamo fermamente contrari a questa ipotesi''. De Lucia spiega che un medico, per inviare i dati delle cosiddette ricette elettroniche, impiega in media almeno due ore di lavoro extra e che per farlo deve aggiornare la sua attrezzatura con computer nuovo, software specifici e connessioni internet piu' veloci che comunque comportano dei costi.  ''Ferma restando la volonta' dello Smi di puntare all'innovazione e alla modernizzazione della medicina generale - dice De Lucia - ci opponiamo all'aggravio di lavoro e di spesa tutta solo a carico dei medici. Per questo chiediamo alle Regioni e alla Campania di non passare a regime con la ricetta elettronica finche' non si sara' stabilito a chi toccano le spese e finche' non ci sara' riconosciuto economicamente il tempo di lavoro in piu'''.

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