Chirurghi robot, è boom in Italia: settemila interventi nel 2011

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 17/03/2012 16:45

Settemila interventi effettuati nel 2011 e 1.500 nei soli primi tre mesi di quest'anno: nella sale operatorie italiane, sempre piu' spesso a tenere in mano il bisturi non e' un medico in carne ed ossa ma un 'chirurgo-robot'. Una tecnologia all'avanguardia che vede l'Italia al terzo posto in Europa per utilizzo, ma dai costi ancora alti per far fronte ai quali e' necessaria una gestione 'in rete'. Nasce con questo obiettivo il primo polo italiano per la chirurgia robotica: il progetto pilota prende il via in Toscana, con una prospettiva di ampliamento nelle altre Regioni.

 L'Italia dunque, con 54 robot Da Vinci installati in diversi ospedali, dalla Valle D'Aosta alla Sicilia, e' terza in Europa per numero di robot-chirurghi dopo Germania e Francia, e ai primi posti per numero di procedure: nel 2011 si sono sfiorati i 7000 interventi effettuati, con un incremento rispetto all'anno precedente del 40%. Purtroppo, pero', i costi per mettere in funzione un robot-chirurgo sono molto elevati: un robot Da Vinci di ultima generazione costa, infatti, oltre tre mln di euro, a cui si aggiungono costi medi di manutenzione annuale di circa centomila euro. Un intervento in chirurgia robotica, di conseguenza, costa in media da due a tre volte di piu' rispetto a un'operazione standard. Proprio per contenere le spese, offrendo pero' la massima qualita' nelle procedure al maggior numero di pazienti, e' appena partito in Toscana il primo progetto pilota italiano di un Polo Regionale di Chirurgia Robotica: la Toscana, con 8 robot-chirurghi in varie citta', e' una delle realta' in cui questa tecnologia e' stata maggiormente sviluppata. Un modello organizzativo che in un prossimo futuro potrebbe essere applicato anche in altre Regioni. ''A fronte dei vantaggi, il robot e' molto costoso e richiede percio' un'attenta gestione e programmazione degli interventi - spiega Franca Melfi, chirurgo toracico dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa e coordinatore scientifico del Polo di Robotica toscano''. L'idea e' dunque quella di 'mettere in rete' i chirurghi-robot: ''Ciascuna delle tre aree vaste della Regione - spiega Melfi - e' dotata di vari robot, che resteranno nelle strutture dove sono ospitati ma potranno essere usati anche da altri professionisti, di altri ospedali, per trattare i loro pazienti, cosi' da garantire i migliori risultati ma anche un contenimento dei costi''. Indubbi i vantaggi della chirurgia robot-assistita: garantisce una riduzione del sanguinamento, del dolore, delle complicanze post-intervento, assicurando al malato un ritorno piu' rapido alle attivita' quotidiane, con una riduzione media della degenza ospedaliera di due-tre giorni. Il robot viene oggi utilizzato in molte discipline chirurgiche, dalla urologia, ginecologia, chirurgia toracica fino alle piu' recente applicazione in otorinolaringoiatria. A Pisa, ad esempio, si e' da tempo consolidata la tecnica robotica in Chirurgia Toracica e il Da Vinci e' in grado di eseguire resezione polmonari per il trattamento del tumore ai primi stadi. Una ''rete collaborante'', concludono gli esperti, puo' dunque rappresentare il mezzo migliore per non privarsi di una tecnologia indubbiamente costosa ma molto vantaggiosa per i pazienti, soprattutto in casi ad alta complessita'

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