La matematica per combattere le pandemie

Infettivologia | Redazione DottNet | 19/03/2012 15:46

Oltre che con i farmaci antibiotici le infezioni possono essere combattute a 'colpi' di equazioni, sia su scala mondiale, con gli studi sulle grandi epidemie, sia a livello 'locale' nei singoli ospedali. Sono ormai molti gli esempi di matematici che escono dagli uffici per andare a 'guardare' le piastre di Petri, nel tentativo di trovare comportamenti ricorrenti e leggi applicabili su larga scala. "Quello che la matematica puo' fare, ad esempio - spiega Mimmo Iannelli dell'universita' di Trento, che con il biologo Olivier Jousson ha appena iniziato un progetto dedicato alle infezioni ospedaliere - e' cercare delle equazioni che descrivano il comportamento dei batteri e l'efficacia di eventuali misure di contenimento, come il lavarsi le mani un determinato numero di volte al giorno. Una volta individuate le azioni piu' efficaci si passa di nuovo alla 'realta' per testare le soluzioni trovate".

Spostandosi dall'ospedale ad ambienti piu' grandi, grazie alle equazioni sara' possibile prevedere ad esempio le epidemie di colera nella citta' di Katmandu, come ha mostrato una ricerca pubblicata da Pnas. Lo studio nasce dall'osservazione decennale che le epidemie di colera nella citta' sono strettamente legate al clima, e piu' in particolare alla corrente El Nino. Oltre a questo i ricercatori dell'universita' del Michigan hanno analizzato le passate epidemie, scoprendo che si originano piu' frequentemente dai distretti centrali della citta'. Le informazioni hanno permesso di costruire un modello matematico in grado di anticipare di 11 mesi la possibilita' di epidemia. Lo stesso lavoro su scala piu' ampia rispetto a una singola citta' si cerca di fare con le grandi pandemie. Ad esempio recentemente l'istituto Semeion di Roma ha messo a punto un algoritmo che, se applicato ai casi di Escherichia Coli avvenuti in Germania lo scorso anno, avrebbe permesso di scoprire in anticipo l'origine dell'epidemia: "Ogni caso e' diverso dagli altri - spiega Jousson - ma in tutti i casi, dall'aviaria in poi, decisioni fondamentali come quanti kit con antivirali o vaccini preparare sono prese sulla base di modelli matematici". In aiuto dei ricercatori ci sono anche gli strumenti messi a disposizione da Internet, da Google maps ai social network: un esempio e' Flu Trends della casa californiana che attraverso le parole cercate sul motore di ricerca riesce a capire dove sono in atto focolai di influenza, ma progetti simili in tutto il mondo stanno cercando di ottenere le stesse informazioni sulla base di post e tweet.

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