Intramoenia, prime indiscrezioni sulle nuove norme: in rete studi privati e Asl. Simeu: aprire gli ambulatori dei medici di base non basta per decongestionare i pronto soccorso. Arriva il vademecum

Redazione DottNet | 20/03/2012 23:31

Primo incontro al ministero della Salute tra governo e 'maggioranza' per rivedere le norme sull'intramoenia. Secondo quanto si apprende, la riunione (presenti Balduzzi, i presidenti delle commissioni parlamentari e i capigruppo in commissione della maggioranza) e' stata 'interlocutorio', ma il governo avrebbe presentato una bozza che prevede in sostanza la regolarizzazione dell'intramoenia allargata, mettendo 'in rete' gli studi privati e le Asl. Il tavolo e' stato riaggiornato a martedi' prossimo.

L'incontro di martedì mattina, breve per gli impegni del ministro, e' servito, viene spiegato, per aprire una ''fase istruttoria''. Anche perche', se da un lato si e' sostanzialmente tutti d'accordo sulla necessita' di intervenire prima della scadenza dell'ultima proroga al regime transitorio (fissata al 30 giugno), le posizioni sono distanti sul 'come' intervenire. E gli ''ostacoli'' sono tanti. L'intenzione del ministro, secondo quanto riferito da fonti parlamentari, sarebbe comunque quella di mettere a punto una modifica alla legge 120 del 2007, che regola la libera professione dei medici dipendenti del servizio sanitario pubblico, ma senza ''stravolgerla''. Per questo una soluzione prospettata sarebbe appunto quella di regolarizzare l'intramoenia allargata (cioe' la possibilita' di esercitarla 'fuori' dalle mura del pubblico), ''collegandola alla rete ospedaliera''. In questo modo si potrebbe ovviare all'impreparazione di molte Regioni, che ancora non hanno adattato le strutture pubbliche per accogliere anche l'attivita' privata. La proposta, al momento, non conterrebbe, cosi' come chiesto dal Pdl anche con una proposta di legge gia' depositata alla Camera, di allargare la possibilita' di effettuare attivita' libero-professionale in intramoenia anche per il personale non medico.

Pronto soccorso, tra urgenza e risparmio

Circa il 20% degli accessi al Pronto soccorso e' in realta' ''inappropriato'', ovvero evitabile. A sottolinearlo, in occasione della presentazione della Campagna del ministero della Salute per il 'corretto uso dei servizi di emergenza-urgenza', e' il presidente della Societa' italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), Giorgio Carbone. Ma quali sono i motivi che spingono i cittadini ad 'intasare' i Pronto soccorso, invece di rivolgersi ad esempio al proprio medico? Innanzitutto, afferma il presidente Simeu, ''perche' il Pronto soccorso e' aperto h24, ed il medico di base no; perche' il medico di famiglia non dispone degli strumenti per una diagnosi e una terapia rapida; per effettuare vari esami insieme ad un costo complessivo ridotto''. Ci si rivolge al Pronto soccorso, dunque, secondo Carbone, anche per ''comodita' o convenienza''. Un comportamento sbagliato per modificare il quale, sostiene Carbone, ''e' fondamentale l'educazione del cittadino ad un corretto uso di tali servizi, cominciando dalle scuole e dai ragazzi''. Altro aspetto prioritario e' creare una rete assistenziale sul territorio: ''Tuttavia, anche il rendere disponibili gli studi medici h24 - conclude lo specialista - e' un progetto che da solo non basta. Se non c'e' infatti un'adeguata formazione ed educazione all'utilizzo dei servizi sanitari da parte del cittadino, l'aumentare l'offerta portera' solo ad un parallelo aumento della domanda di servizi''.

118, istruzioni per l’uso

Pronto soccorso e 118: arrivano le 'istruzioni per l'uso'. Dopo i recenti casi di disservizi registrati nelle strutture di emergenza italiane, complice il sovraffollamento e l'accesso spesso inappropriato da parte dei cittadini, uno spot Tv ed una Campagna informativa con varie modalita' spiegheranno quando e come ricorrere a tali servizi: sempre per le emergenze, mai per visite o richiesta di farmaci. La Campagna per il 'corretto uso dei servizi di emergenza-urgenza' e' promossa (nell'ambito di un progetto triennale partito nel 2010) da ministero della Salute e Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Obiettivo: informare i cittadini sul funzionamento di 118 e Pronto soccorso ed indicare in quali situazioni ricorrervi, perche', come ricorda il ministro della Salute Renato Balduzzi, ''un accesso inappropriato significa indebolire la capacità di risposta del pronto soccorso''. Ecco, allora, le indicazioni del ministero.

 

- 118, QUANDO CHIAMARE E QUANDO NO: il 118 e' il numero telefonico unico su tutto il territorio nazionale per tutti i casi di richiesta di soccorso sanitario in una situazione di urgenza. E' gratuito, attivo h24 e raggiungibile da qualunque telefono (anche se la scheda del cellulare non ha credito). Il 118 va contattato nei casi in cui ci puo' essere rischio per la vita o l'incolumita': difficolta' o assenza di respiro; dolore al petto; perdita di coscienza prolungata; trauma e ferite con emorragie; incidenti; difficolta' di parlare o incapacita' nell'uso di uno o entrambi gli arti dello stesso lato; segni di soffocamento, avvelenamento, annegamento, ustione. Buona norma e' lasciare libero il telefono utilizzato per chiamare i soccorsi: si potrebbe essere contattati dalla Centrale operativa per ulteriori istruzioni. Il 118 non va invece chiamato: per le situazioni considerabili non urgenti; per richiedere consulenze mediche o specialistiche; per avere informazioni o farmaci.

 

- IN ATTESA DEI SOCCORSI: attenersi alle disposizioni telefoniche date dal personale del 118; coprire il paziente e rassicurarlo; in caso di incidente non ostacolare l'arrivo dei soccorsi e segnalare il pericolo ai passanti; slacciare gli indumenti stretti per agevolare la respirazione. Cosa non fare: non lasciarsi prendere dal panico; non spostare la persona traumatizzata se non assolutamente necessario; non somministrare cibi o bevande; non fare assumere farmaci.

 

- PRONTO SOCCORSO, QUANDO ANDARCI: E' bene utilizzare il Pronto soccorso per problemi acuti urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra o dai medici della continuita' assistenziale (ex guardia medica). Non bisogna invece rivolgersi al Pronto soccorso: per evitare liste di attesa nel caso di visite specialistiche non urgenti; per la compilazione di ricette o certificati; per controlli clinici non urgenti; per evitare di interpellare il medico di base; per ottenere prestazioni che potrebbero essere erogate presso i servizi ambulatoriali; per comodita', abitudine, per evitare il pagamento del ticket.

 

- IL MESSAGGIO: ''Ogni visita inutile al Pronto soccorso - avverte il ministero - e' un ostacolo a chi ha urgenza. Il buon funzionamento del Pronto soccorso dipende da tutti''.

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