Fimmg: per i medici “la non sostituibilità dei farmaci prescritti è solo una fastidiosa complicazione”

Redazione DottNet | 28/03/2012 12:02

Per il 73% dei medici di medicina generale e' ''un'inutile e fastidiosa complicazione burocratica'' la norma sulla sostituibilita' dei farmaci prescritti, contenuta nel decretto liberalizzazioni. E' questo uno dei dati che emerge dalla ricerca condotta dal centro studi della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale) e Doxapharma tra i medici di base. L'indagine rileva anche che dover apporre la dicitura 'non sostituibile' avra' un'importante incidenza per il 53% dei medici, e che comunque nella maggioranza dei casi i pazienti chiedono quasi sempre parere al medico prima di accettare la sostituzione proposta del farmaco (il medico e' contattato per questo nel 77% dei casi).

Parallelamente e' stata condotta un'indagine anche nella popolazione generale, da cui e' emersa un'ampia conoscenza sulla presenza dei generici (90% del campione). Il 55% degli intervistati ritiene che i generici siano uguali ai farmaci di marca e il 37% pensa che siano utili per risparmiare. Su una scala da 1 a 10, la propensione a utilizzarli e' di 6,93. Un terzo del campione afferma comunque che ricontatterebbe il proprio medico in caso di proposta si sostituzione del farmaco per poi adeguarsi al suo consiglio, mentre il 12% cercherebbe di convincere il farmacista a consegnare il farmaco effettivamente prescritto. L'aspetto economico rimane importante: la cifra massima che una persona sarebbe disposta a pagare per prendere un farmaco di marca al posto dell'equivalente generico sarebbe mediamente di 2,40 euro.

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