Federfarma, sciopero annullato. Balduzzi frena: si cercherà una soluzione al decreto

Redazione DottNet | 27/03/2012 19:32

L'associazione nazionale dei titolari di farmacia, Federfarma, resta 'in stato di agitazione" ma rinvia lo sciopero previsto per il giorno 29 marzo. Lo ha deciso un voto dell'assemblea straordinaria di Federfarma, al termine della lunga riunione che e' iniziata ieri mattina. La protesta contro il decreto liberalizzazioni che ha appena avuto il via libera dal Parlamento e il successivo parere interpretativo emanato dal ministero della Salute. ''Si cerchera' una soluzione, ci sono i margini per una riformulazione della norma e assicurare la garanzia di tutte le esigenze coinvolte'', ha frenato  il ministro Renato Balduzzi. Per ora, ha detto, l'interpretazione del testo ''e' l'unica possibile''. Cosi' come e' stato approvato, l'articolo 11 del provvedimento sulle liberalizzazioni all'ultimo comma prevede, come ha chiarito la circolare interpretativa del ministero della Salute appunto, che al raggiungimento dei 65 anni di eta' il farmacista titolare debba nominare un farmacista direttore, e in caso di non ottemperanza la farmacia dovra' essere chiusa. ''Con il testo cosi' com'e' '', ha spiegato Balduzzi, da parte degli uffici del ministero ''quella era l'unica interpretazione possibile''.

Sullo sciopero  era intervenuto il garante Alesse che aveva anche aperto un procedimento per "non aver ottemperato alla nostra richiesta formale di adattarsi alla legge", ha spiegato Alesse, aggiungendo che in caso di conferma dello sciopero l'Autorita' valutera' le sanzioni da erogare. Nel mirino dei farmacisti, in particolare, oltre all'impianto dell'articolo del decreto che riguarda il le farmacie, è finito il parere interpretativo diramato nei giorni scorsi dal ministero della Salute alle Regioni in base al quale i titolari di farmacia che al momento dell'entrata in vigore della legge avranno compiuto 65 anni di eta' dovranno nominare un farmacista direttore, e in caso di non ottemperanza la farmacia dovra' essere chiusa. Un'interpretazione che Federfarma giudica "inadeguata" e che potrebbe privare 1 milione di cittadini, soprattutto quelli che risiedono nei piccoli comuni, del servizio farmaceutico.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato