Calabrò, la norma sull’intramoenia va rivista

Professione | Redazione DottNet | 27/03/2012 11:37

"E' nell'interesse della collettività - sia dei diritti del paziente che del buon funzionamento del Servizio Sanitario Statale - che Parlamento e Governo hanno intrapreso la via del dialogo per rivedere la disciplina riguardante l'attiva intramoenia. Chi ha a cuore la libertà di scelta del paziente e il diritto del medico ad esercitare liberamente e 'correttamente' la propria professione, bloccando sul nascere ogni atteggiamento furbesco - ai danni del SSN - dei medici che svolgono la libera professione in intramoenia allargata, sa bene che la legge ha bisogno di un tagliando di revisione. Mentre è irrealistico, e servirebbe solo a creare il caos, ipotizzare che la soluzione possa essere quella dettata dal divieto di esercitare al di fuori delle strutture pubbliche a partire dal 1 luglio".

Lo ha detto il senatore Raffaele Calabrò, membro della Commissione Igiene e Sanità del Senato, durante il convegno organizzato dall'Ordine Provinciale dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli. "C'è chi nel Pd, invece, di preoccuparsi di garantire il diritto all'accesso alle cure, preferisce sottolineare le pratiche scorrette di alcuni medici quasi che nascessero non dalla mancanza di deontologia professionale, ma dall'intramoenia allargata. Oppure sceglie di evidenziare che è soltanto al Sud che la legge Bindi non ha funzionato, cosa peraltro non vera, per l'atavica inefficienza meridionale, il tutto per impedire l'attuale confronto in corso", prosegue il parlamentare campano.''La nostra colpa è forse quella di non essere dotati di poteri soprannaturali che ci avrebbero permesso di costruire spazi separati adibiti all'intramoenia nei nosocomi del centro storico di Napoli o negli ospedali costruiti negli ex conventi di alcune Province campane?''. Il senatore Pdl ha infine ribadito: che ''nessuno vuole legittimare lo status quo, insieme al Ministro della Salute, Renato Balduzzi, cui va riconosciuto il grande merito di aver scelto un confronto vero e costruttivo su una legge che aveva aiutato a venire alla luce - e per questo la gratitudine è doppia-, stiamo valutando la necessità di alcune modifiche al provvedimento, tra l'altro potenziando strumenti di controllo sul piano contabile e amministrativo. Il dialogo è l'unica strada percorribile nell'interesse della collettività e speriamo che possa trovare il più ampio consenso''.

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