Anaao, illegittimo il licenziamento dei soggetti con meno di 65 anni in presenza di quarant’anni di contributi

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 04/04/2012 19:15

Torna di grande attualità la questione rottamazione dei dirigenti medici e sanitari del Ssn. Il dubbio sulla materia serpeggia tra gli interessati, soprattutto a causa della scarsa chiarezza delle norme e dell’altalenarsi delle interpretazioni. L’Anaao Assomed interviene sulla vicenda con una circolare che dovrebbe eliminare ogni dubbio e cioè che il licenziamento dei soggetti con meno di 65 anni, in presenza di 40 anni di contribuzione è illegittimo. 

“È un fatto assolutamente certo – ha spiegato Costantino Troise, segretario nazionale dell’Anaao Assomed – che la legge 183/2010 che consente solo alla dirigenza medica e del ruolo sanitario del Ssn di proseguire il rapporto di lavoro, a domanda, fino al 40° anno di servizio effettivo, è tuttora valida e in vigore e non è stata abrogata da nessuna successiva disposizione di legge. Parimenti la stessa legge stabilisce un limite di 70 anni per la permanenza in servizio. Consigliamo comunque a coloro che intendano restare in servizio di comunicare tale volontà alle Aziende prima del compimento del 40° anno di contribuzione e prima dei 65 anni in quanto la legge prevede l’istanza dell’interessato per il maturare del diritto”.  La legge 214/2011 (“salva-Italia”), ricorda il sindacato, prevede che “il proseguimento dell’attività lavorativa è incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza fino all’età di settant’anni”. Anche la circolare della Funzione Pubblica n. 2/2012 ha ricordato che rimangono vincolati, per tutti i dipendenti pubblici, i limiti fissati dalla normativa generale e quelli stabiliti per particolari categorie. Come è noto per la dirigenza medica e sanitaria di ruolo del Ssn tale limite ordinamentale è quello previsto dalla legge 183/2010 che pertanto rimane pienamente in vigore. “Del tutto illegittimo è quindi il licenziamento di soggetti con meno di 65 anni, in presenza di 40 anni di contribuzione (compresi i riscatti) – ha concluso Troise –  e contro questi atti l’Associazione provvederà ad opportuna tutela legale”.

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