Osteoporosi: pazienti non si arrendono, attivo 85% donne malate

Redazione DottNet | 24/10/2008 11:29

Oggi le donne affette da osteoporosi lavorano, si occupano della famiglia, viaggiano: l'85% delle pazienti si definisce attivo e solo il 23% si sente debole e fragile, mentre il 31% pensa che la malattia abbia avuto un impatto negativo sulla sua vita. Il 93% delle malate, poi, non è disposto a lasciare che l'osteoporosi diventi un limite a una vita attiva e completa. Sono i risultati di una ricerca internazionale condotta su 500 medici e 1.000 donne europee, illustrata a Bruxelles in occasione della presentazione della campagna 'Timeless Women' dell'International Osteoporosis Foundation (Iof) e della Medical Women's International Association (Mwia), realizzata con un contributo
educazionale di Novartis con lo scopo di abbattere stereotipi ormai obsoleti e informare le donne su questa malattia delle ossa.

 

"L'osteoporosi è un 'ladro silenzioso' che può rubarvi la forza delle vostre ossa e la capacità di essere attive, senza che ve ne accorgiate. Ma con una diagnosi precoce, un atteggiamento positivo e una cura idonea al vostro stile di vita, l'osteoporosi non ha alcuna possibilità di incidere sulle vostre normali attività quotidiane". Sono le parole di Ursula Andress, testimonial del progetto e anche lei affetta da una forma lieve di osteoporosi. "Sono entusiasta all'idea di sostenere la 'Timeless Women Campaign' - ha detto l'attrice - perché è una campagna per le donne indipendenti come me, che vogliono avere una vita piena e attiva senza sentirsi ostacolate o imprigionate dall'osteoporosi". Oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da questo disturbo, che tuttavia spesso non viene diagnosticato per via dell'assenza di sintomi. La maggior parte delle persone scopre dunque di avere l'osteoporosi solo quando subisce la frattura di un osso. Le donne, minate dai cambiamenti ormonali della menopausa, sono le più colpite: in particolare il 25-40% oltre i 50 anni e circa il 70% oltre i 70. Ma anche gli uomini sono a rischio: dopo i 50 anni, uno su cinque soffre di fratture correlate a osteoporosi.

 

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