Artrite reumatoide, anche 2 anni per una diagnosi certa

Redazione DottNet | 24/10/2008 11:31

Per avere una diagnosi di artrite reumatoide (Ar) si può attendere anche più di due anni. E' il destino di molti italiani alle prese con questa malattia infiammatoria cronica e progressiva che colpisce 300 mila connazionali: si rivolgono in prima battuta a uno specialista non reumatologo e allungano inevitabilmente i tempi di diagnosi, mediamente stimati attorno agli 11,7 mesi. Questa la fotografia scattata a Roma dal Censis, che ha illustrato i dati del primo Rapporto sociale sull'artrite reumatoide voluto dalla Società italiana di reumatologia (Sir) e dall'Associazione nazionale dei malati reumatici (Anmar). L'indagine ha coinvolto 646 pazienti, il 60% dei quali ha ricevuto la diagnosi da almeno 5 anni.
 

I tempi del riconoscimento dell'Ar, si legge nel Rapporto, variano a seconda del medico che effettua la prima diagnosi. L'attesa media tra l'insorgenza dei primi sintomi e la conferma della diagnosi da parte di un reumatologo è infatti superiore ai due anni nel caso in cui il paziente sia stato diagnosticato inizialmente da uno specialista non reumatologo. Una media enormemente superiore rispetto ai malati che vanno subito dal medico di famiglia, primo punto di riferimento per i pazienti. Se il medico indirizza tempestivamente il malato al reumatologo ci vogliono 'solo' 10,8 mesi. I malati di Ar riscontrano inoltre dubbi e incertezze sulle diagnosi. Per il 60% degli intervistati i sintomi sono stati infatti spesso confusi con malattie quali artrosi e dolori reumatici generici. Un altro 12% ricorda che i suoi disturbi sono stati interpretati come segni di invecchiamento fisiologico. Per il 9%, invece, in sintomi iniziali sono stati semplicemente sottovalutati.
 

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